AM INSTRUMENTS: un’azienda di amici

AM INSTRUMENTS
È un impegno a 360°, un vero e proprio contagio di solidarietà quello che è avvenuto tra dipendenti, titolari, clienti e fornitori di questa impresa. Da oltre 10 anni si è innescato un passaparola d’amore che sostiene la ricerca scientifica sul Neuroblastoma ma non solo…

A volte sono le storie più difficili a far nascere gli amori più grandi e così è stato per AM Instruments. Un fatto personale, accaduto, e fortunatamente risolto nel migliore dei modi 20 anni fa, ha innescato un contagio virtuoso in un’azienda che oggi può certamente essere presa come esempio di Corporate Social Responsibility.
Da oltre 10 anni, infatti, AM Instruments si occupa di sostenere associazioni benefiche di dimensioni medio piccole che si occupano di “Sostenere l’infanzia”, come si può vedere nella pagina del sito web dell’azienda. «Come azienda ci sembra fondamentale – spiega uno dei soci titolari Roberto Fossati – promuovere l’idea di corporate social responsability in ogni modo. Sul nostro sito pubblichiamo i collegamenti alle Onlus che sosteniamo, sui nostri calendari inseriamo i loghi e i riferimenti delle diverse associazioni; crediamo sia fondamentale veicolare i messaggi di solidarietà e allargare la rete dei contatti».
Quando e con chi avete iniziato il vostro percorso di solidarietà?
Abbiamo iniziato con Telefono Azzurro, poi con gli anni ci siamo concentrati su Associazioni più piccole e più mirate. Oggi sosteniamo oltre all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, che ho conosciuto in prima persona tanti anni fa; “Insieme per caso”, una piccola associazione che si occupa dei bambini dello Zambia, in particolare di costruzione di scuole, ambulatori, ospedali, laboratori professionali e didattici, che ci è stata suggerita da un nostro dipendente molto impegnato in prima persona; “Dynamo Camp” un favoloso campo estivo per bambini con diverse patologie, magari sottoposti a cure pesanti, e che si sentono diversi. In questo campo, a San Marcello Pistoiese in Toscana diventano super eroi. Abbiamo conosciuto questa realtà attraverso un nostro cliente laziale. Insomma un passaparola solidale.
Siete già molto impegnati come azienda ma sappiamo che vi piacerebbe fare di più.
Ci abbiamo pensato più volte. Certamente ci piacerebbe riuscire a destinare una fetta più importante del nostro utile al sostegno delle associazioni. Personalmente mi piacerebbe fare più volontariato attivo.
Negli scorsi anni, ad esempio allestivamo anche degli stand di raccolta e di sensibilizzazione, proprio per l’Associazione per la Lotta al Neuroblastoma, e vorrei ricominciare a farlo, magari insieme a mio figlio che è sempre stato dietro le quinte.
Lei è impegnato attivamente anche nel consiglio dell’Associazione.
Cerco di dare un contributo di idee e partecipazione. Credo sia fondamentale garantire il futuro migliore ai bambini e cercare nel nostro piccolo, come privati o come aziende di dare un contributo per garantire ai bambini di poter avere la miglior ricerca e le migliori cure possibili.
Che parole userebbe per convincere a diventare un donatore?
Guardare dentro di sé e trovare le giuste motivazioni per fare qualcosa per gli altri. Se ci fermiamo un minuto troviamo sicuramente qualcuno a cui destinare tempo o denaro.
In quanto a coinvolgimento la vostra azienda ha fatto molto e non solo con i propri dipendenti, ma anche con clienti e fornitori. Che ci può dire in merito?
Abbiamo cominciato collaborando alla campagna di Pasqua “Cerco un Uovo Amico!”. In quell’occasione abbiamo iniziato a coinvolgere, in accordo con la mia socia, le persone in azienda. Da lì il proselitismo è proseguito con clienti, fornitori e colleghi di altre aziende, 16 solo in questa area industriale, che adesso sono diventati donatori indipendenti. Molte persone che lavorano con noi hanno portato il messaggio anche nelle scuole dei loro figli. Insomma abbiamo attivato una vero contagio di solidarietà.
A Natale quest’anno, avete fatto un bellissimo regalo all’Associazione e in particolare alla Presidente.
Sì, il 21 dicembre, in occasione della festa di Natale – spiega Valeria Sanvito, Purchasing Manager dell’azienda – c’è stato un momento molto emozionante. La presidente dell’Associazione, ospite per l’occasione, dopo aver ricevuto in dono l’opera dell’artista Antonio Spanedda che raffigura il figlio Luca, diventato simbolo dell’Associazione, ci ha raccontato, per la prima volta, la sua storia personale. Un’occasione di grande commozione e un grande esempio di forza, serenità e determinazione, siamo rimasti davvero colpiti e ancora più motivati nel nostro impegno per il “Bambino con l’imbuto”. Una copia della stessa opera è stata messa in una nuova sala riunioni aziendali che, proprio pensando ai bambini e a quello che si cerca di fare per loro attraverso la ricerca scientifica, abbiamo intitolato “Futuro”.

Nelle foto: La Presidente dell’Associazione, Sara Costa (foto a sinistra) all’inaugurazione della Sala Futuro in cui è stato affisso il “Bambino con l’imbuto” nella versione artistica (copia realizzata ad hoc) dell’artista novarese Antonio Spanedda (nella foto al centro) che per l’occasione ha illustrato il progetto IOTIAMO – Noi ci Mettiamo, di cui l’opera fa parte, ed avviato con l’Associazione in occasione del Ventennale.