Una giovane ricercatrice che ci mette “la faccia e il cuore”

Matilde Calderoni_con bambini pasqua

Da qualche anno scegliamo come testimonial per le nostre campagne principali (Pasqua, Natale, 5×1000) medici e ricercatori impegnati con noi, con determinazione e cuore, nella lotta al Neuroblastoma e ai Tumori cerebrali Pediatrici. Per l’edizione 2018 di “Cerco un Uovo Amico!” abbiamo individuato una giovane ricercatrice del team del professor Aldo Pagano all’Università di Genova: la dottoressa Matilde Calderoni. La scelta è stata dettata, oltre che dalla simpatia, dalla disponibilità e dall’entusiasmo della dottoressa, dal valore che Associazione e Fondazione attribuiscono ai giovani che scelgono la carriera del ricercatore e che da anni sostengono con il proprio operato.

Di cosa si occupa dottoressa Calderoni?
Con il gruppo di ricerca di cui faccio parte ci occupiamo di analizzare l’attività di alcuni farmaci sul Neuroblastoma. In particolare, è stato sviluppato un modello di studio che ci ha permesso di osservare peculiari caratteristiche delle cellule di Neuroblastoma e individuare farmaci che, seppur utilizzati per altre patologie, hanno efficacia anche su questo tumore, grazie a specifici meccanismi molecolari.

Come è stata l’esperienza di Testimonial?
Sicuramente è stata un’esperienza nuova e divertente! Ho conosciuto persone che lavorano per l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma con passione e dedizione. È stato bello e costruttivo vedere quanto lavoro c’è dietro a questa macchina organizzativa.

Cosa significa per lei “mettere la faccia” per una causa?
Significa prestare la propria figura per qualcosa di importante. Mi sono sentita onorata di poter partecipare in prima persona a questa campagna e dare, anche se in minima parte, una mano per poter aiutare i bambini malati.

Ma sappiamo che non si è limitata ad essere una testimonial, ma si è data molto da fare per sensibilizzare, famiglia, amici, aziende vicine. Ci racconti qualcosa in merito
Sì, ho voluto fare di più che “mettere la faccia”. Con l’aiuto della mia famiglia, ho distribuito sul territorio in cui vivo i vari volantini e spiegato quanto fosse importante raccogliere fondi per la ricerca. Di conseguenza è stato anche gratificante vedere come le persone, le scuole e le aziende interpellate abbiano aderito con generosità.

Cosa significa per lei solidarietà e cosa significa “donare” per la ricerca scientifica?
Significa dare un’opportunità alle persone a cui è rivolta la campagna di solidarietà. In questo caso specifico, significa creare la possibilità per ricercatori e medici di sviluppare nuove terapie e dare quindi una speranza ai bambini colpiti da Neuroblastoma, un tumore pericoloso e aggressivo. In Italia non è semplice fare ricerca poiché vengono stanziati pochi fondi, ma con l’aiuto di Associazioni come questa e la generosità di tante persone si può fare molto.

Nella foto la dottoressa Matilde Calderoni con i tre giovani testimonial, Agata, Agnese e Ruben che si sono prestati per dare il volto alla campagna pasquale 2018