Dal Laboratorio della Fondazione all’Europa studi promettenti sulla cura del Neuroblastoma

Laboratorio-Fondazione---Dottoressa-Corallo

Nuovi successi per il Laboratorio della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, grazie agli studi della dottoressa Diana Corallo, primi in Europa a fornire utili informazioni sullo sviluppo del Neuroblastoma e di nuove proposte terapeutiche

La dottoressa Diana Corallo, che dal 2015 è entrata a fare parte dell’equipe del professor Gian Paolo Tonini, al Laboratorio della Fondazione, presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, è stata recentemente inviata allo ZebraFish Italian Meeting (ZFIM) di Padova e al workshop “Zebrafish: un modello promettente nelle neuroscienze”, presso la Fondazione Santa Lucia IRCSS di Roma, per presentare i risultati, come comunicazioni orali, dei suoi promettenti studi sulla cura del Neuroblastoma.

La curabilità del Neuroblastoma dipende da una conoscenza biologica e genetica profonda della malattia e dallo sviluppo di modelli preclinici utili per comprendere come il tumore si sviluppi e come agiscano i farmaci già noti e quelli che man mano sono sintetizzati dalle industrie farmaceutiche. La dottoressa Diana Corallo ha sviluppato alcuni modelli preclinici per comprendere le prime fasi di sviluppo del Neuroblastoma e i geni che partecipano alla crescita e alle metastasi del tumore.

Come ha conosciuto ed è entrata in contatto con la Fondazione Neuroblastoma?
Ero alla ricerca di nuovi stimoli che mi mettessero alla prova in un campo per me nuovo e estremamente stimolante e di rilievo. Sentivo l’esigenza di mettermi in gioco professionalmente, oltre al fatto che sin dall’inizio del mio percorso accademico ho sempre desiderato lavorare in ambito oncologico. Poter fare parte di questo gruppo rappresenta un forte e costante stimolo a migliorarmi e a impegnarmi a fondo in questo tipo di ricerca, al fine di contribuire alla completa caratterizzazione di questa patologia.

In che cosa consiste il suo lavoro al Laboratorio? Che importanza ha per lo sviluppo di nuove terapie per il Neuroblastoma?
L’obiettivo del mio lavoro in laboratorio è quello di capire quali sono i meccanismi molecolari e cellulari che si attivano durante l’insorgenza di questa patologia durante lo sviluppo embrionale; attraverso la messa a punto di modelli si punta ad arrivare a testare l’efficacia di nuovi farmaci di seconda generazione per la cura di questa patologia, oltre che contribuire alla comprensione degli eventi chiave che guidano la trasformazione maligna delle cellule. Il Neuroblastoma, infatti, si sviluppa dalle cellule della cresta neurale, cellule che, normalmente, danno origine al sistema nervoso simpatico. I modelli da me sviluppati cercano di mimare le fasi embrionali di sviluppo del tumore e dovrebbero aiutare a capire il ruolo svolto da alcuni geni importanti nella progressione del Neuroblastoma: MYCN, ALK e Lin28.

Lo studio della dottoressa Corallo è uno dei primi in Italia e in Europa e fornisce informazioni sullo sviluppo del Neuroblastoma e di nuove proposte terapeutiche

Se dovesse sintetizzare in una frase il valore che hanno le donazioni private per la ricerca scientifica sui progressi del suo lavoro cosa direbbe?
Le donazioni per la ricerca scientifica sono linfa vitale, ciò che permette a questa grande macchina di continuare a muoversi ed essere competitiva e innovativa a livello internazionale. Ho sempre amato e prediletto il lavoro di squadra e le donazioni rappresentano il supporto essenziale e l’energia affinché si arrivi finalmente al traguardo prestabilito, ovvero la vittoria sul Neuroblastoma.

Sono grata alla Fondazione Neuroblastoma per aver creduto nelle mie capacità e avermi consentito di svolgere e portare avanti progetti di ricerca che ci stanno dando grandi soddisfazioni.