Dal Laboratorio della Fondazione due nuove “lauree” sul Neuroblastoma

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Ben tre tesi di laurea sul Neuroblastoma nel 2017 sviluppate presso l’IRP, Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova, dove ha sede il Laboratorio della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, diretto dal Prof. Gian Paolo Tonini. Dopo Pierfrancesco Polo, che si è occupato di testare dei farmaci degli inibitori RTK, in combinazione tra loro, al fine di migliorare l’efficacia dei trattamenti contro il Neuroblastoma, altri due studenti hanno conseguito una laurea magistrale, dopo un tirocinio presso il laboratorio della Fondazione: Beatrice Parisatto e Michael Donadon.

Beatrice Parisatto, 24 anni, ha studiato Biotecnologie e poi Medical Biotechnologies presso l’Università di Padova e si è laureata con 110/110 e lode il 12 Dicembre 2017 con una tesi dal titolo: Organoide: un nuovo modello preclinico che ricapitola l’eterogeneità del Neuroblastoma. Relatore interno Antonio Rosato, relatore esterno Gian Paolo Tonini e come tutor, durante l’attività di laboratorio, le dottoresse Maria Rosaria Esposito e Pina Fusco.

«Questa tesi - spiega Beatrice Parisatto - è incentrata sullo sviluppo di un nuovo modello in vitro 3D per riprodurre il Neuroblastoma. Essendo in tre dimensioni riproduce meglio l’organizzazione del tumore e permette di preservare popolazioni cellulari meno rappresentate nel tumore, che invece verrebbero perse in una normale coltura 2D. Inoltre, offre la possibilità di espandere il materiale biologico del paziente, solitamente scarso, in quanto il tumore è raro e la sua insorgenza è pediatrica, quindi il materiale prelevato è ridotto al minimo». La tesi ha sicuramente avviato un ampio lavoro, che potrà offrire contributi positivi per lo studio e la cura del Neuroblastoma. Il modello organoide, infatti, potrebbe rappresentare una piattaforma per test di nuovi farmaci e un modello preclinico per lo studio di meccanismi che sono alla base della malattia. Beatrice è affascinata dal lavoro del ricercatore, che è molto impegnativo, richiede intraprendenza, capacità di prendere decisioni in autonomia e allo stesso tempo capacità di ascolto delle idee altrui, perché solo ascoltando altre opinioni si possono ricevere stimoli. «Ciò che più mi ha colpita è il fatto di non doversi abbattere di fronte a un esperimento andato male o a un risultato non confortante. In ogni caso è necessario ripartire, rifare e migliorare. Per chi ha svolto un percorso di studi come il mio credo sia inevitabile sognare il mondo della ricerca. Bisogna però essere realisti e ammettere che, soprattutto in Italia, e soprattutto per una donna, la strada non è semplice e non offre stabilità».

Michael Donadon, 27 anni, ha conseguito la laurea magistrale in Biologia Molecolare con voto finale 110/110, svolgendo l’internato sotto la guida della dottoressa Diana Corallo presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica, nel laboratorio di Neuroblastoma diretto dal professor Gianpaolo Tonini e sostenuto dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S. «Nei miei 15 mesi d’internato - spiega Michael Donadon -  ho studiato il coinvolgimento della proteina Lin28b nell’insorgenza del Neuroblastoma; il lavoro si è concluso con la stesura del mio elaborato di tesi intitolato “Il ruolo di Lin28b nella patogenesi embrionale del Neuroblastoma. Diversi studi hanno mostrato come geni normalmente coinvolti nello sviluppo embrionale, quando deregolati, possono condurre all’insorgenza e progressione di tale tumore: tra questi è emerso il ruolo oncologico di Lin28b, riscontrato essere amplificato in diversi pazienti affetti da Neuroblastoma. «Quello che mi è rimasto più impresso è la passione e l’entusiasmo che i ricercatori mostrano nei confronti di questo lavoro. È un campo lavorativo sia intellettuale che pratico. La necessità di essere continuamente aggiornati, la pianificazione di nuovi progetti, la messa appunto e lo svolgimento di un esperimento, l’elaborazione e interpretazione dei dati ottenuti e il continuo scambio di idee e di opinioni mi hanno mostrato come la ricerca sia uno dei campi lavorativi più stimolanti, interdisciplinari e gratificanti che io conosca».

 

Nelle foto i due neolaureati: Beatrice Parisatto e Michael Donadon