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In quest'area del sito illulstriamo brevemente i progetti di ricerca attualmente finanziati da Fondazione NB

PROGETTO FARMACO AMICO “GENUS”

  CHE COSA STUDIANO?
Gli studi condotti dal gruppo del Prof. Alessandro Quattrone mirano ad individuare molecole, di farmaci attualmente in uso, da avviare alla sperimentazione per la cura del Neuroblastoma.
Il lavoro condotto dai ricercatori consiste nel mappare le diverse lesioni genomiche a carico delle cellule che originano il tumore. Una volta terminata questa fase le cellule tumorali verranno sistematicamente trattate con tutti i tipi di farmaci antitumorali conosciuti per cercare di trovare un farmaco mirato.

  DOVE?
Il Prof. Quattrone ed i suoi collaboratori operano presso il centro CIBIO Centre for Integrative Biology dell’Università di Trento. Questo progetto si svolgerà in collaborazione con il Laboratorio della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma di Genova coordinato dal Dott. Gian Paolo Tonini.

  CHI SONO?
Coordinatore: Prof Alessandro Quattrone. Dott.ssa Natalia Arseni, Dott.ssa Viktorya Sidarovich, Dott.ssa Valentina Canella.

  OBIETTIVO:
L’obiettivo del progetto è quello, analizzando la composizione di ogni farmaco, di trovare una cura adatta ai bambini , ed ancor più, una cura adattabile ad ogni caso (il Neuroblastoma è un tumore “mutevole”).
Il progetto GENUS è il primo esempio italiano di un modello nuovo di ricerca, avviato negli Stati Uniti, per il quale nuovi farmaci per patologie “orfane”, i cui numeri non giustificano ingenti investimenti da parte dell’industria farmaceutica, vengono ricercati su finanziamenti pubblici o di enti no-profit. Queste attività si concentrano preferenzialmente sull’analisi di molecole non brevettabili o a brevetto scaduto.

Per ulteriori informazioni sul Progetto FARMACO AMICO “GENUS” clicca qui.

STUDIO MOLECOLARE DEL MICROAMBIENTE MIDOLLARE NEI PAZIENTI AFFETTI DA NEUROBLASTOMA.

  CHE COSA STUDIANO?
Questo progetto ha lo scopo di studiare e comprendere come bloccare la sopravvivenza e proliferazione delle cellule NB infiltranti il midollo. Per fare ciò si seguirà una strategia a due step:
il primo consente di descrivere il midollo con metastasi in tutte le sue espressioni più recondite;
il secondo permette di evidenziare i legami e le interazioni fra le cellule di Neuroblastoma e le cellule midollari esistenti.

  DOVE?
La Dott.ssa Corrias ed i suoi collaboratori operano presso il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G.Gaslini di Genova.

  CHI SONO?
Coordinatore: Dott.ssa Maria Valeria Corrias. Dott. Fabio Gallo.

  OBIETTIVO:
Conoscere ancor più approfonditamente la biologia del Neuroblastoma per individuare il ruolo dei geni più rilevanti responsabili delle metastasi del Neuroblastoma nel midollo.
Ciò consentirà di prevedere la ricomparsa della malattia ed attivare studi volti ad individuare nuove cure efficaci.

STUDIO PRECLINICO DELL’ATTIVITÀ ANTI-TUMORALE IN VIVO DI UN POTENZIALE FARMACO ORFANO SPECIFICO PER L’ONCOGENE MYCN PER LA CURA DEL NEUROBLASTOMA

  CHE COSA STUDIANO?
Le recenti ricerche guidate dal Prof. Andrea Pession e dal Dott. Tonelli hanno condotto alla progettazione e caratterizzazione di un nuovo potenziale farmaco specifico per il Neuroblastoma.
Le ricerche finora effettuate con successo hanno riguardato la progettazione del potenziale farmaco e la caratterizzazione del potente effetto anti-tumorale specifico nelle cellule di NB coltivate in laboratorio, in assenza di tossicità per le cellule sane. Gli studi attualmente in corso riguardano sia la valutazione preclinica in vivo (utilizzando il modello murino di NB) dell’efficacia del potenziale farmaco, sia la caratterizzazione del meccanismo molecolare specifico con cui le cellule tumorali di NB vengono uccise.

  DOVE?
Il gruppo del Prof. Pession opera presso il Laboratorio di Onco-Ematologia Pediatrica, Clinica Pediatrica dell’Universita’ degli Studi di Bologna.

  CHI SONO?
Coordinatore: Prof.Andrea Pession. Dott. Roberto Tonelli – Dott. Leonardo Venturelli – Dott.ssa Erika Cantelli – Dott. Biagio Pellicani.

  OBIETTIVO:
Se gli studi preclinici attualmente in corso confermeranno i risultati incoraggianti ottenuti sulle cellule di NB coltivate in laboratorio, si aprirà la possibilità di proseguire gli studi di sperimentazione clinica del potenziale farmaco specifico, con la speranza di poterlo utilizzare in futuro per il trattamento dei bambini affetti da Neuroblastoma che non rispondono alle terapie convenzionali.

IMMUNOTERAPIA CON ANTICORPO ANTI-GD2 NELL’AMBITO DEL “PRIMO STUDIO EUROPEO PER IL NEUROBLASTOMA AD ALTO RISCHIO”

  CHE COSA STUDIANO?
A tutt’oggi solo un quarto dei bambini affetti da Neuroblastoma ad alto rischio ha la possibilità di guarigione definitiva.
Per aumentare questa bassa percentuale, urge identificare terapie più efficaci. Per questo motivo gli esperti di diverse nazioni europee hanno unito le proprie conoscenze e la propria esperienza per creare il primo studio per il Neuroblastoma ad alto rischio, nell’ambito della SIOP. Questo studio include alcuni elementi innovativi che potrebbero aumentare le possibilità di guarigione. Tra questi vi è l’impiego dell’immunoterapia con l’anticorpo anti-GD2 (molecola “intelligente” che porta a distruzione soltanto le cellule di NB risparmiando quelle sane).

  DOVE?
Il Dott. Roberto Luksch ed i suoi collaboratori operano presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano e collaborano con il Laboratorio di Oncologia dell’Ospedale G. Gaslini di Genova.

  CHI SONO?
Coordinatore: Dott. Roberto Luksch. Dott.ssa Lorena Passoni – Dott.ssa Lizzia Raffaghello.

  OBIETTIVO:
Il tempo necessario per valutare l’attività e l’efficacia dell’anticorpo anti - GD2, cioè il tempo necessario per sapere se il farmaco sia effettivamente utile contro il Neuroblastoma, sarà molto lungo, diversi anni. Infatti, in linea generale, per valutare l’efficacia di un farmaco è necessario non solo il tempo per includere un numero adeguato di pazienti, ma è anche indispensabile un periodo di osservazione di diversi anni per verificare se vi è stato un controllo definitivo della malattia.

FATTORI DI CRESCITA E PROTEINE COME AGENTI TERAPEUTICI

  CHE COSA STUDIANO?
Il gruppo di ricerca del Prof. Giuseppe Raschellà sta studiando gli effetti del “silenziamento” del fattore di crescita in cellule di Neuroblastoma con un metodo che utilizza un fenomeno naturale di controllo dell’espressione genica, che provoca un forte ostacolo alla proliferazione di Neuroblastoma; inoltre, questo “silenziamento” stimola il suicidio delle cellule tumorali. Sono in corso studi mirati a chiarire i meccanismi molecolari di questo “suicidio” determinato dal silenziamento per poter individuare terapie mirate che permettano di diminuire la tossicità delle cure perché agiscono direttamente sul tumore.

  DOVE?
Il Prof. Giuseppe Raschellà ed il suo gruppo di ricerca operano presso la sezione di Scienze Biomediche dell’ENEA a Roma.

  CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Giuseppe Raschellà. Dott.ssa Fabiola Sesti.

  OBIETTIVO:
L’obiettivo del progetto è principalmente quello di ridurre al minimo gli effetti indesiderati di una chemioterapia, questo aspetto è molto importante nel Neuroblastoma in quanto abbiamo a che fare con pazienti in età pediatrica.

CARATTERIZZAZIONE ED ISOLAMENTO DI CELLULE ENDOTELIALI UMANE DI DERIVAZIONE TUMORALE NEL NEUROBLASTOMA: IMPLICAZIONI PER LA FARMACORESISTENZA E L’IMMUNOTERAPIA.

  CHE COSA STUDIANO?
Questa proposta di ricerca di base si riferisce all’area della biologia molecolare e genetica. Saranno utilizzate tecniche consolidate come la FISH in combinazione con altre che prevedono l’utilizzo dei microarray per analizzare rispettivamente il genoma ed il trascrittoma delle cellule endoteliali umane di derivazione tumorale. Nella fase finale dello studio saranno applicate tecniche immunologiche per colpire selettivamente a fini terapeutici le cellule endoteliali con linfociti T citotossici specifici.

  DOVE?
Il progetto viene svolto presso il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

  CHI SONO?
Coordinatore: Dott.ssa Annalisa Pezzolo Collaboratori: Dott.ssa Federica Parodi

  OBIETTIVO:
Identificare il ruolo dei vasi tumorali derivanti direttamente dalla cellula neoplastica nello sviluppo di un modello di Neuroblastoma umano (ortotopico) che ripercorre la storia naturale di questo tumore in pazienti a cattiva prognosi.
Caratterizzare fenotipo, genotipo e funzione dei vasi di cui sopra, con particolare riferimento alla capacità di formare strutture tubulari ed a sviluppare resistenza farmacologica a diversi agenti anti-tumorali impiegati nel trattamento del Neuroblastoma.
Sviluppare una nuova strategia di immunoterapia del Neuroblastoma basata sul targeting endoteliale con CTL specifici.

PROGETTO MINE

  CHE COSA STUDIANO?

Il progetto MINE è un progetto a quattro mani coordinato dal Dott. Luigi Varesio, e dal Dott. Tonini, basato sull’utilizzo di nuove tecnologie per lo studio del genoma umano.
Per fare ciò è stato necessario sviluppare una tecnologia che permettesse di vedere simultaneamente l’espressione di molti geni in modo da poter stabilire le relazioni che legano la loro espressione.
E’nata una nuova scienza chiamata “genomica funzionale” il cui scopo non è quello di catalogare i geni, ma di studiarne l’espressione, le interazioni che esistono fra di loro, le categorie che associano i geni che concorrono all’espletamento di una data funzione e le relazioni funzionali nello sviluppo dell’organismo.

  DOVE?
Il progetto si svolge presso il Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

  CHI SONO?
Coordinatore: Dott. Luigi Varesio Collaboratori: Dott.ssa Daniela Segalerba (tecnico Laboratorio), Dott. Paolo Fardin (Biologo).

NUOVI MARCATORI MOLECOLARI PER LA PROGNOSI DEL NEUROBLASTOMA

  CHE COSA STUDIANO?
La ricerca su cui il gruppo del Prof. Zollo è fortemente impegnato, ha lo scopo di rispondere ad importanti esigenze: comprendere gli eventi che sono alla base della trasformazione tumorale e la necessità di identificare nuovi geni che consentono un approccio terapeutico sempre più efficace.
L’importanza di comprendere gli eventi che sono alla base della trasformazione tumorale è correlata alla necessità di identificare nuovi geni target che possano migliorare lo screening e la terapia dei pazienti affetti da tale tumore.
E’ già stato identificato il meccanismo di azione di alcuni geni espressi ad alti livelli negli stadi avanzati e aggressivi del Neuroblastoma e dimostrato che sono nuovi fattori prognostici negativi di Neuroblastoma.

  DOVE?
Il gruppo del Prof. Zollo opera presso il CEINGE (Centro di Ingegneria Genetica) di Napoli, inaugurato il 17 Aprile 2004.

  CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Massimo Zollo – Dott.ssa Alessia Galasso – Dott.ssa Immacolata Andolfo – Dott.ssa Anna Maria Bello.

  OBIETTIVO:
L’obiettivo è quello di applicare nuove metodologie molecolari per bloccare questo meccanismo di azione in vitro e successivamente in vivo.

INIBITORI DELLE DEACETILASI NELLA TERAPIA DEL NEUROBLASTOMA CHEMIORESISTENTE

  CHE COSA STUDIANO?
Il progetto si fonda sul dato che gli inibitori delle deacetilasi hanno un ruolo rilevante nel trattamento dei tumori. .
In questi ultimi tempi il ruolo degli inibitori delle deacetilasi è stato rivalutato e è stato suggerito che essi potrebbero essere impiegati nella cura del Neuroblastoma Il progetto focalizza gli studi utilizzando due nuovi farmaci in particolare: MS-275 (composto di sintesi recente) e Vorinostat (arrivato nel 2007 in faseII). Gli studi forniranno dati interessanti ed utili alla possibilità di integrare i trattamenti convenzionali in atto con trattamenti mirati a bersagli biologici nuovi presenti nel Neuroblastoma..

  DOVE?
Il Progetto viene svolto presso il Laboratorio di Ricerca della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, presso gli spazi dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova.

  CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Gian Paolo Tonini Collaboratori: Dott.ssa Paola Scaruffi

  OBIETTIVO:
Il primo anno del progetto permetterà di conoscere se questi farmaci sono in grado di stimolare l’apoptosi e la morte di cellule di NB e se il pretrattamento con questi farmaci può incrementare l’effetto antineoplastico dei chemioterapici convenzionali.

PROGETTO CLINICO-ISTO-PATOLOGICO

  COORDINATORI SCIENTIFICI DEL PROGRAMMA
Nominativo: Dott. Bruno De Bernardi, Dott. Alberto Garaventa
Funzione: Dirigente Medico I livello
Struttura di appartenenza: Dipartimento di Ematologia Oncologia, Istituto Giannina- Gaslini

  COORDINATORI SCIENTIFICI DEL PROGETTO:
UNITA’ CLINICA
Nominativo: Alberto Garaventa
Funzione: Dirigente Medico
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Oncologia Pediatrica, Istituto Giannina Gaslini
UNITA’ ANATOMO-PATOLOGICA
Nominativo: Claudio Gambini
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Anatomia Patologica, Istituto Giannina Gaslini
LABORATORIO DI DIAGNOSTICA E RICERCA SUL NEUROBLASTOMA
Nominativo: Gian Paolo Tonini
Struttura di appartenenza: Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (IST)
UNITA’ EPIDEMIOLOGICA
Nominativo: Riccardo Haupt
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Biostatistica ed Epidemiologia
UNITA’ MARCATORI MOLECOLARI
Nominativo: Luigi Varesio
Struttura di appartenenza: Unità di Biologia Molecolare, Istituto Giannina Gaslini
UNITA’ TERAPIA GENICA DEI TUMORI SOLIDI
Nominativo: Maria Valeria Corrias
Struttura di appartenenza: Laboratorio di Oncologia, Istituto Giannina Gaslini

  OBIETTIVO:
Garantire elevata ed omogenea qualità nell'inquadramento clinico, istologico e biologico e nel trattamento dei bambini affetti da Neuroblastoma afferenti ai centri AIEOP.
Approfondire il significato e il peso in termini di progressione della malattia delle caratteristiche cliniche, istologiche e biologiche del tumore e della malattia circolante.
Definizione di nuovi e più potenti fattori prognostici e rivalutazione degli attuali.
Studio degli effetti clinici e biologici del protocolli terapeutici di prima linea.
Valutazione dell’attività antineuroblastoma dei protocolli terapeutici di seconda linea e di nuovi farmaci.

RUOLO ONCOLOGICO DI ALK E SUO SIGNIFICATO PER LA CURA DEL NEUROBLASTOMA

  CHE COSA STUDIANO?
ALK (Anaplastic Lymphoma Kinase) è un gene la cui attività si esplica durante lo sviluppo embrionale del sistema nervoso centrale e periferico. Recenti studi suggeriscono che ALK possa essere coinvolto anche nei processi di trasformazione e progressione tumorale.
Questo progetto di ricerca si focalizza sullo studio dei meccanismi molecolari che sottendono all’espressione e all’attività oncogenica di ALK nelle cellule di neuroblastoma

  DOVE?
Il gruppo del Dott. Luca Longo opera presso il Laboratorio della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e la S.S. Oncologia Traslazionale Pediatrica dell’IST di Genova .
Il gruppo della Dott.ssa Lorena Passoni opera presso l’Unità Operativa di Pediatria della Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano.

  CHI SONO?
Coordinatori: Dott. Luca Longo, Dott.ssa Lorena Passoni.
Collaboratori: Dott.ssa Federica Del Grosso, Dott.ssa Raffaella Defferrari, Dott.ssa Katia Mazzocco, Dott.ssa Marilena De Mariano, Dott.ssa Paola Collini .

  OBIETTIVO:
Scopo della nostra ricerca è quello di definire se ALK sia un gene essenziale per la proliferazione e/o la sopravvivenza delle cellule di neuroblastoma al fine di stabilire se ALK possa rappresentare un nuovo possibile bersaglio per lo sviluppo di una ‘terapia molecolare mirata’ che possa ridurre la tossicità ed aumentare l’efficacia del piano terapeutico dei casi più avanzati di neuroblastoma . Con questo intendimento sono allo studio molecole in grado di inibire in modo specifico l’attività di ALK e la loro efficacia nell’inibizione della crescita tumorale e nel favorire la morte delle cellule di neuroblastoma.

STUDIO PILOTA DI IMMUNOTERAPIA CON IL PEPTIDE NY-ESO-1 IN PAZIENTI AFFETTI DA NEUROBLASTOMA

  CHE COSA STUDIANO?
In questo studio viene valutata la risposta immunitaria e clinica ad un protocollo sperimentale di vaccinazione. I pazienti arruolabili nello studio sono bambini con neuroblastoma in stadio avanzato, resistente alle terapie convenzionali (chemioterapia, chirurgia, radioterapia) e che esprime sulle cellule tumorali una particella (=”antigene”) chiamata NY-ESO-1. Il vaccino combina infatti l’antigene NY-ESO-1 con uno stimolante immunitario. L’antigene NY-ESO-1, dopo essere stato riconosciuto dal sistema immunitario, può essere in grado di scatenare una forte risposta contro il tumore. Protocolli di vaccinazione con il peptide NY-ESO-1 sono attualmente in uso per altri tipi di tumore tipici dell’adulto che esprimono questo antigene.

  DOVE?
Il Dr Roberto Luksch ed i suoi collaboratori operano presso la Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; in particolare il Dr Luksch presso l’Unità di Pediatria, e la Dott.ssa Castelli e la Dott.ssa Camisaschi presso l’Unità di Immunoterapia dei Tumori Umani.

  CHI SONO?
Responsabile: Dr Roberto Luksch.
Collaboratori: Dott.ssa Chiara Castelli, Dott.ssa Chiara Camisaschi.

  OBIETTIVO:
L’obiettivo dello studio è sviluppare un protocollo di immunizzazione che induca cellule T nel sangue a riconoscere l’antigene NY-ESO-1 e quindi aumentare l’immunità contro il tumore. Se i risultati sulla casistica di pazienti prefissata saranno incoraggianti, il vaccino potrebbe essere usato anche per pazienti a stadi di malattia meno avanzata.

IDENTIFICAZIONE DI UNA SIGNATURE GENETICA ASSOCIATA ALLA PROGRESSIONE DI MALATTIA NEL NEUROBLASTOMA METASTATICO AD ALTO RISCHIO

  CHE COSA STUDIANO?
Il progetto propone di ottenere una caratterizzazione molecolare dettagliata del neuroblastoma metastatico ad alto rischio (tumore in stadio 4 di pazienti con età alla diagnosi superiore a 1 anno di vita), sia a livello di DNA che di RNA.

  DOVE?
La Dott.ssa Scaruffi e i suoi collaboratori operano presso la S.S. Oncologia Traslazionale Pediatrica dell’IST di Genova e il Laboratorio di Ricerca sul Neuroblastoma della Fondazione. Questo progetto si svolgerà 0 in collaborazione con la S.S. Epidemiologia Molecolare dell’IST di Genova, l’Unità di Epidemiologia-Biostatistica e il Dipartimento di Ematologia-Oncologia dell’Istituto Gaslini di Genova e alcuni gruppi europei coinvolti nello studio del neuroblastoma.

  CHI SONO?
Coordinatore: Dott.ssa Paola Scaruffi.
Collaboratori: Dott.ssa Sara Stigliani, Dott.ssa Katia Mazzocco, Dott.ssa Raffaella Defferrari, Dott.ssa Francesca Valdora, Dott. Stefano Moretti, Dott. Stefano Bonassi, Dott. Riccardo Haupt, Dott. Alberto Garaventa, Prof. Frank Berthold.

  OBIETTIVO:
Il progetto ha l’obiettivo di identificare nuovi fattori prognostici molecolari, migliorare i criteri per la classificazione dei pazienti e stratificare in maniera più mirata gli approcci terapeutici.
Le alterazioni geniche che risulteranno frequentemente associate al neuroblastoma metastatico potranno essere, infatti, utilizzate per identificare le varianti più aggressive di questo tumore, definire categorie di pazienti ad alto rischio di progressione di malattia o recidiva e sviluppare strategie terapeutiche modulate sulla base delle caratteristiche genetiche del tumore. Il presente progetto avrà, quindi, dei benefici diretti per i pazienti affetti da neuroblastoma di stadio 4 poiché si auspica che in futuro gli approcci terapeutici ad alte dosi potranno essere riservati ai pazienti che ricadranno nelle classi con rischio di progressione, evitando la somministrazione di chemioterapia ad alte dosi quando non necessaria.

PROGETTI CARRIERA

Dott.ssa Gabriella Pagnan
“Sviluppo di nuovi farmaci anti-tumorali”

Dott. Stefano Parodi
“Biostatistica e Database”

Dott.ssa Maura Puppo
“Ruolo dell’Ipossia nel Neuroblastoma”

Dott.ssa Barbara Banelli
“Identificazione di alterazioni epigenetiche nel Neuroblastoma”

Dott. Andrea Gregorio
“Immunoistomorfologia nel Neuroblastoma”

Dott.ssa Michela Croce
“Studio preclinico di nuovi approcci di immunoterapia del Neuroblastoma”

Dott.ssa Lizzia Raffaghello
“Ruolo delle cellule staminali nello sviluppo del Neuroblastoma e potenziali implicazioni terapeutiche”