Tra Chieti e Londra un nuovo progetto per sconfiggere il Neuroblastoma

università di chieti

Prenderà il via il prossimo 1° luglio presso i laboratori dell’Istituto Ce-Si dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, grazie alla collaborazione e al sostegno di Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, Università di Chieti/ Pescara e Brunel University di Londra, il progetto “Valutazione di molecole che inibiscono il MYCN network per lo sviluppo di nuovi farmaci per il Neuroblastoma”.

Lo scopo dello progetto è quello di validare in modelli animali  alcune molecole antitumorali selezionate durante uno studio genomico a livello globale. In questo studio il genoma di cellule di Neuroblastoma è stato interrogato per individuare molecole che inibiscano il principale oncogene di questo tumore pediatrico: l’oncogene MYC-N.

Il progetto sarà condotto  da un postdoc esperto, il dottor Paolo Ciufici, appena reclutato grazie ad un co-finanziamento da parte del Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio  dell’Università D’Annunzio di Chieti/Pescara.

Lo studio sarà condotto nei laboratori dell’Istituto Ce-Si, un moderno centro di ricerca universitario all’avanguardia negli studi farmacologico/molecolari sui tumori e sulle malattie degenerative.  Il progetto si avvale della  stretta collaborazione con ricercatori all’interno dell’Istituto, in particolare il professor Vincenzo De Laurenzi, studioso di fama internazionale nel campo dell’oncologia molecolare  e membro del comitato scientifico dell’AIRC.  L’Istituto Ce-Si è fornito delle più moderne apparecchiature per analisi genomiche, proteomiche e anche per la sperimentazione animale e connesse analisi patologico-molecolari. Il progetto sarà coordinato con  il laboratorio di Londra dove il dottor Arturo Sala è Professore ordinario di Oncologia Translazionale presso la Brunel University London, impegnato, dopo 10 anni all’estero, in uno studio italiano. Scopo ultimo dello studio sarà quello di individuare nuovi farmaci attivi contro le forme di Neuroblastoma ad alto rischio per il quale le terapie correnti mostrano una bassa efficacia.

Leggi una precedente intervista al professor Arturo Sala clicca qui

Nella foto:Università di Chieti/Pescara