Alassio: grande successo per la mostra d’arte degli studenti

Si è conclusa nello spazio espositivo del Budello, con grande soddisfazione da parte di promotori e partecipanti, la mostra “Son di Alassio se… Arte, solidarietà e dialetto vanno a braccetto” di cui sono stati protagonisti gli allievi delle classi quinte A – B dell’Istituto Comprensivo di Alassio.
Non si è trattato di una semplice esposizione di lavori scolastici ma di una bellissima iniziativa di solidarietà e la risposta del pubblico è stata al di sopra delle aspettative. Oltre 1.200 euro raccolti grazie alla generosità di tutti: insegnanti, alunni, genitori e visitatori che hanno messo energia, tempo, passione e donazioni.

Un grazie speciale per l’entusiasmo e la partecipazione così numerosa.

Attraverso iniziative come questa la ricerca può andare avanti e trovare sempre nuove terapie per la cura del Neuroblastoma. Vogliamo che la storia di Francesco, allievo della classe 5° A sia una storia che si ripete. Francesco, infatti, da sette anni, a dispetto di tutte le percentuali di guarigione, è fuori terapia dopo essersi ammalato di Neuroblastoma 4 stadio, il più aggressivo e inguaribile, nel 2010. Solo grazie alla ricerca scientifica i bambini possono avere reali speranze di vita e di futuro.

È con grande piacere, quindi, che pubblichiamo la testimonianza, apparsa su un giornale ligure, dalla maestra Luisella Corona che ha contribuito con i suoi allievi, i colleghi e Laura Cavalli,  mamma di Francesco alla realizzazione di questa bellissima iniziativa di solidarietà.

Questa è una storia bella ed è proprio perché è bella che ve la voglio raccontare. Lo farò semplicemente, così come faccio sempre con i bambini perché sono proprio loro i veri protagonisti.

Tutto cominciò quando le classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Alassio andarono a Genova a vedere un’interessante mostra di Picasso; questo fece scattare in molti il desiderio di dipingere ed allora la maestra di arte che è una tipa sensibile a questo genere di attività accolse di buon grado questa proposta, si accordò con alcune  colleghe ed iniziò il progetto: “Son di Alassio se…”

Tele e pennelli alla mano ogni alunno della 5A cominciò a cimentarsi nell’impresa e a disegnare quello che gli piaceva prendendo spunto non solo da Picasso, ma anche da Mirò, Rothko, Van Gogh ed a cercare di riprodurre scorci panoramici della città di Alassio. Quando  i dipinti furono terminati pensarono di incorniciarli perché erano venuti davvero belli e …perché no? Metterli in mostra per farli vedere e condividerli con più persone.

Fu allora che dei signori molto, ma molto gentili dell’Associazione Vecchia Alassio permisero ai piccoli artisti di utilizzare un salone espositivo situato proprio nel cuore della città: il Budello.

A quel punto ogni bambino descrisse  la sua opera, poi dato che la maggior parte del pubblico è alassino, la nonna di un alunno aiutò la classe 5B a fare le traduzioni in dialetto, ma non basta, ora viene la parte più bella: fu deciso di devolvere le offerte, se mai ce ne fossero state, in beneficenza all’Ospedale Giannina Gaslini di Genova dove bravissimi medici guariscono i bambini  anche dalle  malattie più difficili da curare, come è successo ad un nostro compagno di classe!

Tutto divenne chiarissimo ed il progetto si realizzò nella sua completezza, esso fu chiamato: “Son di Alassio se… Arte, solidarietà e dialetto vanno a braccetto”.

Nell’aula si passarono ore al computer per fare manifesti, assemblare pieghevoli, stampare volantini e cimentarsi in ogni attività atta a fare pubblicità.

Ma siccome dietro alla sensibilità dei più piccoli c’è l’educazione, l’esempio e l’amore dei grandi ecco attivarsi meravigliosi genitori che si prodigarono per la buona riuscita dell’evento, albergatori che offrirono il rinfresco senza nulla volere in cambio, personalità che regalarono gadget agli artisti  rappresentanti di Enti ed Associazioni della città, un giornalista che scrisse un articolo su “La Stampa “, delle signore che si danno molto da fare per la Lotta al Neuroblastoma pubblicarono un trafiletto davvero commovente su un loro giornale con le foto dei pittori . Tutti, insomma portarono un contributo al vernissage che fu un successo, i complimenti si  sprecarono ed in ultimo, ma non ultimi i bambini si divertirono imparando quello che in aula è molto difficile da spiegare.

La mostra è rimasta aperta dal 19 al 27 maggio grazie all’avvicendarsi delle mamme e alla presenza costante dei bambini che da questa esperienza  hanno imparato un sacco di cose fra cui nutrirsi di bellezza e dare solidarietà e amore a chi,  in un particolare momento della  vita si trova in difficoltà. I fondi raccolti sono andati al di là di ogni aspettativa  e cosi la storia finisce,  non vi dico che vissero tutti felici e contenti, ma un pochino sì.
Vogliatevi sempre bene!
Maestra Luisella

Per chi non avesse potuto visitare la mostra pubblichiamo una gallery di immagini con i bellissimi lavori dei ragazzi (clicca qui)

Nella foto: il pubblico numeroso in visita all’esposizione