Irondad, continuano gli allenamenti!

Il nostro Irondad Filippo Minuto si sta allenando intensamente per battere il proprio limite ma soprattutto per aiutare i bambini affetti da Neuroblastoma. Dopo l’esperienza dell’IronMan (gara che prevede 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e una maratona di corsa) di Vichy, in Francia, nel 2017, quando Filippo terminò la propria gara in 10h57’, ampiamente sotto le sue previsioni, e raccolse ben 80.000 € per sostenere i progetti di ricerca scientifica promossi dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, l’ingegnere genovese tenterà il 21 settembre a Cervia (RA) di stabilire nuovi record, personale e di raccolta.

Filippo, dopo aver toccato con mano la sofferenza di chi deve lottare contro il Neuroblastoma – sua figlia Guia ne è stata colpita quando aveva solo tre mesi – ha un grande obiettivo: sostenere in tutti i modi la battaglia contro il Neuroblastoma, e per farlo, dopo aver effettuato raccolte fondi nelle maniere più disparate, ha scelto di partecipare a un IronMan.

La prima esperienza, come detto, è andata benissimo, ma ora bisogna fare meglio.

«Gli allenamenti sono ormai entrati nel vivo – spiega Filippo – e le difficoltà aumentano, inoltre nel frattempo c’è stato un lieto evento: è nata la nostra quarta figlia, Marlene!»

Filippo cerca di allenarsi nelle ore più fresche della giornata «Mi capita di svegliarmi alle 4 del mattino – spiega Irondad – oppure di allenarmi alle 22», alternando almeno due sport nella stessa giornata, solitamente corsa più bici. I carichi di lavoro sono piuttosto pesanti: «Ogni settimana – racconta ancora Minuto – nuoto per 10/12 km, corro per 40/60 km e pedalo per 200/250 km – intervallando lavori di forza con altri di resistenza».

Dopo un positivo test ad aprile in Sardegna, in un Mezzo IronMan, Filippo continuerà gli allenamenti a casa, senza effettuare altre gare di avvicinamento: «Mi sembra giusto stare vicino alla mia famiglia, e comunque grazie all’aiuto dei miei amici Timothy e Carlo potrò comunque verificare il mio grado di preparazione; per il resto c’è il nostro grande entusiasmo e l’immensa voglia di aiutare tutti i bambini affetti da Neuroblastoma: vogliamo sentire raccontare ancora tante storie a lieto fine come quella della mia piccola Guia! Tutti possono aiutarci, basta “scommettere” su di me! Uniti possiamo farcela!»

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