La Caserma Aldo Maria Scalise difende i bambini dai tumori inguaribili

Venerdì 7 aprile il Reggimento Artiglieria Terrestre “a Cavallo” dell’Esercito Italiano ha organizzato – presso la Caserma Aldo Maria Scalise di Vercelli – una raccolta fondi destinata alla ricerca scientifica in collaborazione con la nostra Associazione. L’incontro si è aperto con i saluti del Comandante di Reggimento, Colonnello Michele Amendolagine, che, dopo aver ringraziato della presenza la Dottoressa Sara Costa, Presidente dell’Associazione e il Professore Alessandro Quattrone, Direttore del Centro di Biologia Integrata (C.I.B.I.O) dell’Università degli Studi di Trento, ha presentato le finalità benefiche dell’evento sottolineando il grande impegno profuso da tutta la Forza Armata nel supportare in modo concreto l’encomiabile lavoro svolto dall’Associazione e da medici e ricercatori.

Successivamente hanno preso la parola la Dottoressa Costa, che ha brevemente riassunto la storia e gli obiettivi dell’Associazione, di cui lei è uno dei fondatori, e il Professor Quattrone che ha illustrato, con particolare riferimento agli aspetti medico-scientifici, la gravità delle patologie che possono colpire i bambini e l’importanza e la necessità della ricerca per arrivare quanto prima ad una cura in grado di debellare tali malattie.

L’evento si è concluso momento conviviale presso le sale del Circolo Ufficiali dove gli ospiti intervenuti hanno potuto contribuire alla raccolta fondi, da destinare all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, richiedendo le uova pasquali simbolo della campagna “Cerco un UOVO Amico”. Con questa campagna, di cui l’Esercito si è fatto promotore e sostenitore, anche attraverso questa serata, l’Associazione sta finanziando un importante progetto di Immunoterapia Genetica che, dopo due anni di laboratorio, sarà testato a breve sui primi pazienti presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e poi reso disponibile per tutti i bambini ammalati. È un progetto nel quale si ripongono grandissime speranze, perché permetterà di curare i bambini che non rispondono alle terapie tradizionali.

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