Terapia radio metabolica: cos’è e perché viene somministrata

Nelle ultime settimane sono apparsi alcuni post su Facebook che raccontano la storia di G., una bambina affetta da Neuroblastoma ad alto rischio.
G, in cura presso l’istituto G. Gaslini di Genova, nei prossimi giorni eseguirà, presso il presidio ospedaliero Meyer di Firenze, un ciclo di terapia radio metabolica.

Dal momento che tale terapia non è così nota al grande pubblico come radioterapia e chemioterapia, abbiamo ritenuto utile chiedere un approfondimento in merito al dottor Massimo Conte, Vice Presidente della Associazione NB e pediatra oncologo presso l’istituto G. Gaslini.

«Questo trattamento è utilizzato da oltre 20 anni per la cura del Neuroblastoma refrattario e può essere attualmente erogato in diversi centri di medicina nucleare presenti sul territorio nazionale, collegati tra loro e con centri di oncologia pediatrica per collaborare al trattamento dei piccoli pazienti.
Nello specifico - prosegue il Dottor Conte – G. è stata indirizzata al centro di Firenze dagli oncologi curanti per una temporanea indisponibilità del servizio di Medicina Nucleare locale.
Non si tratta quindi di una terapia innovativa salvavita; semmai è innovativo il concetto di utilizzarla in associazione con la chemioterapia ad alte dosi per offrire ai piccoli pazienti come G., affetti da un tumore scarsamente responsivo alla chemioterapia convenzionale, il massimo delle chances per guarire».

In bocca al lupo a G. e a tutti i bimbi che, nei diversi centri di oncologia pediatrica in tutta Italia, stanno affrontando un lungo e difficile percorso di cura e lottano giorno dopo giorno per sconfiggere la malattia. A loro rivolgiamo il nostro abbraccio più affettuoso, certi che, con l’aiuto di tutti, presto potremo trovare la cura definitiva per guarirli.