Archivio Progetti

In questi oltre venti anni di attività la Fondazione, con il sostegno dell’Associazione e l’opera di tanti ricercatori, ha portato avanti studi e sperimentazioni fondamentali per la conoscenza e la cura del Neuroblastoma e dei Tumori Solidi Pediatrici. Eccone una rapida panoramica.

Studio molecolare del microambiente midollare nei pazienti affetti da Neuroblastoma

CHE COSA STUDIA?
Questo progetto ha lo scopo di studiare e comprendere come bloccare la sopravvivenza e proliferazione delle cellule NB infiltranti il midollo. Per fare ciò si seguirà una strategia a due step:

  • il primo consente di descrivere il midollo con metastasi in tutte le sue espressioni più recondite;
  • il secondo permette di evidenziare i legami e le interazioni fra le cellule di Neuroblastoma e le cellule midollari esistenti.

DOVE?
La Dottoressa Corrias e i suoi collaboratori operano presso il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova.

CHI SONO I RICERCATORI?
Coordinatore: Dott.ssa Maria Valeria Corrias.
Collaboratori: Dott. Fabio Gallo.

OBIETTIVO:
Conoscere ancor più approfonditamente la biologia del Neuroblastoma per individuare il ruolo dei geni più rilevanti responsabili delle metastasi del Neuroblastoma nel midollo.
Ciò consentirà di prevedere la ricomparsa della malattia e attivare studi volti a individuare nuove cure efficaci.

Studio preclinico dell’attività anti-tumorale in vivo di un potenziale farmaco orfano specifico per l’oncogene MYCN per la cura del Neuroblastoma

CHE COSA STUDIA?
Le recenti ricerche guidate dal Professor Andrea Pession e dal Dottor Roberto Tonelli hanno condotto alla progettazione e caratterizzazione di un nuovo potenziale farmaco specifico per il Neuroblastoma.
Le ricerche finora effettuate con successo hanno riguardato la progettazione del potenziale farmaco e la caratterizzazione del potente effetto anti-tumorale specifico nelle cellule di Neuroblastoma coltivate in laboratorio, in assenza di tossicità per le cellule sane. Gli studi attualmente in corso riguardano sia la valutazione preclinica in vivo (utilizzando il modello murino di Neuroblastoma) dell’efficacia del potenziale farmaco, sia la caratterizzazione del meccanismo molecolare specifico con cui le cellule tumorali di NB vengono uccise.

DOVE?
Il gruppo del Professor Pession opera presso il Laboratorio di Onco-Ematologia Pediatrica, Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Bologna.

CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Andrea Pession.
Collaboratori: Dott. Roberto Tonelli – Dott. Leonardo Venturelli – Dott.ssa Erika Cantelli – Dott. Biagio Pellicani.

OBIETTIVO:
Se gli studi preclinici attualmente in corso confermeranno i risultati incoraggianti ottenuti sulle cellule di Neuroblastoma coltivate in laboratorio, si aprirà la possibilità di proseguire gli studi di sperimentazione clinica del potenziale farmaco specifico, con la speranza di poterlo utilizzare in futuro per il trattamento dei bambini affetti da Neuroblastoma che non rispondono alle terapie convenzionali.

Immunoterapia con anticorpo ANTI-GD2 nell’ambito del “primo studio europeo per il Neuroblastoma ad alto rischio”

CHE COSA STUDIA?
A tutt’oggi solo un quarto dei bambini affetti da Neuroblastoma ad alto rischio ha la possibilità di guarigione definitiva.
Per aumentare questa bassa percentuale, urge identificare terapie più efficaci. Per questo motivo gli esperti di diverse nazioni europee hanno unito le proprie conoscenze e la propria esperienza per creare il primo studio per il Neuroblastoma ad alto rischio, nell’ambito della SIOP. Questo studio include alcuni elementi innovativi che potrebbero aumentare le possibilità di guarigione. Tra questi vi è l’impiego dell’immunoterapia con l’anticorpo anti-GD2 (molecola “intelligente” che porta a distruzione soltanto le cellule di NB risparmiando quelle sane).

DOVE?
Il Dottor Roberto Luksch ed i suoi collaboratori operano presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano e collaborano con il Laboratorio di Oncologia dell’Ospedale G. Gaslini di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Dott. Roberto Luksch.
Collaboratori: Dott.ssa Lorena Passoni – Dott.ssa Lizzia Raffaghello.

OBIETTIVO:
Il tempo necessario per valutare l’attività e l’efficacia dell’anticorpo anti – GD2, cioè il tempo necessario per sapere se il farmaco sia effettivamente utile contro il Neuroblastoma, sarà molto lungo, diversi anni. Infatti, in linea generale, per valutare l’efficacia di un farmaco è necessario non solo il tempo per includere un numero adeguato di pazienti, ma è anche indispensabile un periodo di osservazione di diversi anni per verificare se vi è stato un controllo definitivo della malattia.

Fattori di crescita e proteine come agenti terapeutici

CHE COSA STUDIA?
Il gruppo di ricerca del Professor Giuseppe Raschellà sta studiando gli effetti del “silenziamento” del fattore di crescita in cellule di Neuroblastoma con un metodo che utilizza un fenomeno naturale di controllo dell’espressione genica, che provoca un forte ostacolo alla proliferazione di Neuroblastoma; inoltre, questo “silenziamento” stimola il suicidio delle cellule tumorali. Sono in corso studi mirati a chiarire i meccanismi molecolari di questo “suicidio” determinato dal “silenziamento” per poter individuare terapie mirate che permettano di diminuire la tossicità delle cure perché agiscono direttamente sul tumore.

DOVE?
Il Professor Giuseppe Raschellà e il suo gruppo di ricerca operano presso la sezione di Scienze Biomediche dell’ENEA a Roma.

CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Giuseppe Raschellà.
Collaboratori: Dott.ssa Fabiola Sesti.

OBIETTIVO:
L’obiettivo del progetto è principalmente quello di ridurre al minimo gli effetti indesiderati di una chemioterapia, questo aspetto è molto importante nel Neuroblastoma in quanto abbiamo a che fare con pazienti in età pediatrica.

Studi preclinici di terapia cellulare con cellule Natural Killer (NK)

CHE COSA STUDIA?
Le cellule NK come dice il nome sono delle cellule capaci di uccidere naturalmente, ovvero senza bisogno di essere istruite. Esse sono presenti nel nostro organismo in numero più basso rispetto ai linfociti T ma sono cellule estremamente efficaci nell’uccisione delle cellule del nostro organismo che si modificano, ad esempio a causa di infezioni virali.
Il progetto ha consentito a dimostrare che le cellule NK possono uccidere i neuroblasti isolati da circa la metà dei pazienti, perché in certi pazienti le cellule di Neurobalstoma hanno attivato ulteriori meccanismi di protezione contro le difese dell’organismo.

DOVE?
La Dottoressa Maria Valeria Corrias e i suoi collaboratori operano presso il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Dott.ssa Maria Valeria Corrias.
Collaboratori: Dott.ssa Barbara Carlini.

OBIETTIVO:
Disegnare un protocollo clinico sperimentale in cui i pazienti, i cui neuroblasti siano risultati suscettibili, potranno essere trattati con cellule NK con una ragionevole previsione di migliorare il decorso della malattia.

Caratterizzazione e isolamento di cellule endoteliali umane di derivazione tumorale nel Neuroblastoma: implicazioni per la farmacoresistenza e l’immunoterapia

CHE COSA STUDIA?
Questa proposta di ricerca di base si riferisce all’area della biologia molecolare e genetica. Saranno utilizzate tecniche consolidate come la FISH in combinazione con altre che prevedono l’utilizzo dei microarray per analizzare rispettivamente il genoma e il trascrittoma delle cellule endoteliali umane di derivazione tumorale. Nella fase finale dello studio saranno applicate tecniche immunologiche per colpire selettivamente a fini terapeutici le cellule endoteliali con linfociti T citotossici specifici.

DOVE?
Il progetto viene svolto presso il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Dott.ssa Annalisa Pezzolo
Collaboratori: Dott.ssa Federica Parodi

OBIETTIVO:
Identificare il ruolo dei vasi tumorali derivanti direttamente dalla cellula neoplastica nello sviluppo di un modello di Neuroblastoma umano (ortotopico) che ripercorre la storia naturale di questo tumore in pazienti a cattiva prognosi.
Caratterizzare fenotipo, genotipo e funzione dei vasi di cui sopra, con particolare riferimento alla capacità di formare strutture tubulari e a sviluppare resistenza farmacologica a diversi agenti anti-tumorali impiegati nel trattamento del Neuroblastoma.
Sviluppare una nuova strategia di immunoterapia del Neuroblastoma basata sul targeting endoteliale con CTL specifici.

Antiangiogenesi nel Neuroblastoma: efficacia della combinazione di Vinblastina e Rapamicina

CHE COSA STUDIA?
Per angiogenesi si intende la formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da quelli già esistenti. L’angiogenesi tumorale è regolata da numerosi fattori ed è evento fondamentale per la progressione tumorale (crescita del tumore e formazione delle metastasi) poiché i nuovi vasi portano ossigeno e sostanze di nutrimento alle cellule tumorali facendole così “crescere”. È innegabile il legame tra crescita tumorale e angigenesi nel Neuroblastoma. La combinazione di vinblastina e rapamicina (farmaci chemioterapici) somministrate a basse dosi, può essere efficace.

DOVE?
Il Professor Domenico Ribatti opera con i suoi collaboratori presso il Dipartimento di Anatomia Umana e Istologia dell’Università degli Studi di Bari. Lo studio si svolge in collaborazione con il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Domenico Ribatti.
Collaboratori: Dott.ssa Domenica Mangieri.

OBIETTIVO:
L’obiettivo dello studio è impedire che i vasi sanguigni nutrano le cellule del tumore (da qui il nome anti-angiogenesi) per controllare, il più a lungo possibile, la crescita della malattia.
L’obiettivo finale è di indurre la fase “dormiente” del tumore e di mantenerla il più a lungo possibile, in maniera da convertire la malattia neoplastica in malattia cronica di estensioni limitate, e quindi compatibile con una vita sostanzialmente normale.

Progetto Mine

CHE COSA STUDIA?

Il progetto MINE è un progetto a quattro mani coordinato dal Dottor Luigi Varesio, e dal Dottor Gian Paolo Tonini, basato sull’utilizzo di nuove tecnologie per lo studio del genoma umano.
Per fare ciò è stato necessario sviluppare una tecnologia che permettesse di vedere simultaneamente l’espressione di molti geni in modo da poter stabilire le relazioni che legano la loro espressione.
E’nata una nuova scienza chiamata “genomica funzionale” il cui scopo non è quello di catalogare i geni, ma di studiarne l’espressione, le interazioni che esistono fra di loro, le categorie che associano i geni che concorrono all’espletamento di una data funzione e le relazioni funzionali nello sviluppo dell’organismo.

DOVE?
Il progetto si svolge presso il Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Istituto G. Gaslini di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Dott. Luigi Varesio
Collaboratori: Dott.ssa Daniela Segalerba (tecnico Laboratorio), Dott. Paolo Fardin (Biologo).

Nuovi marcatori molecolari per la prognosi del Neuroblastoma

CHE COSA STUDIA?
La ricerca su cui il gruppo del Professor Zollo è fortemente impegnato ha lo scopo di rispondere a importanti esigenze: comprendere gli eventi che sono alla base della trasformazione tumorale e la necessità di identificare nuovi geni che consentono un approccio terapeutico sempre più efficace.
L’importanza di comprendere gli eventi che sono alla base della trasformazione tumorale è correlata alla necessità di identificare nuovi geni target che possano migliorare lo screening e la terapia dei pazienti affetti da tale tumore.
È già stato identificato il meccanismo di azione di alcuni geni espressi ad alti livelli negli stadi avanzati e aggressivi del Neuroblastoma e dimostrato che sono nuovi fattori prognostici negativi di Neuroblastoma.

DOVE?
Il gruppo del Professor Zollo opera presso il CEINGE (Centro di Ingegneria Genetica) di Napoli, inaugurato il 17 Aprile 2004.

CHI SONO?
Coordinatore: Prof. Massimo Zollo
Collaboratori: Dott.ssa Alessia Galasso – Dott.ssa Immacolata Andolfo – Dott.ssa Anna Maria Bello.

OBIETTIVO:
L’obiettivo è quello di applicare nuove metodologie molecolari per bloccare questo meccanismo di azione in vitro e successivamente in vivo.

Inibitori delle deacetilasi nella terapia del Neuroblastoma chemioresistente

CHE COSA STUDIA?
Il progetto si fonda sul dato che gli inibitori delle deacetilasi hanno un ruolo rilevante nel trattamento dei tumori.
In questi ultimi tempi il ruolo degli inibitori delle deacetilasi è stato rivalutato e è stato suggerito che essi potrebbero essere impiegati nella cura del Neuroblastoma Il progetto focalizza gli studi utilizzando due nuovi farmaci in particolare: MS-275 (composto di sintesi recente) e Vorinostat (arrivato nel 2007 in fas eII). Gli studi forniranno dati interessanti ed utili alla possibilità di integrare i trattamenti convenzionali in atto con trattamenti mirati a bersagli biologici nuovi presenti nel Neuroblastoma.

DOVE?
Il Progetto viene svolto presso il Laboratorio di Ricerca della Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, presso gli spazi dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova.

CHI SONO?
Coordinatore: Dott. A. De Ambrosis
Collaboratori: Dott.ssa Federica Del Grosso

OBIETTIVO:
Il primo anno del progetto permetterà di conoscere se questi farmaci sono in grado di stimolare l’apoptosi e la morte di cellule di Neuroblastoma e se il pretrattamento con questi farmaci può incrementare l’effetto antineoplastico dei chemioterapici convenzionali.

Studio pilota di immunoterapia con il peptide NY-ESO-1 in pazienti affetti da Neuroblastoma

CHE COSA STUDIA?
In questo studio viene valutata la risposta immunitaria e clinica ad un protocollo sperimentale di vaccinazione. I pazienti arruolabili nello studio sono bambini con neuroblastoma in stadio avanzato, resistente alle terapie convenzionali (chemioterapia, chirurgia, radioterapia) e che esprime sulle cellule tumorali una particella (=“antigene”) chiamata NY-ESO-1. Il vaccino combina infatti l’antigene NY-ESO-1 con uno stimolante immunitario. L’antigene NY-ESO-1, dopo essere stato riconosciuto dal sistema immunitario, può essere in grado di scatenare una forte risposta contro il tumore. Protocolli di vaccinazione con il peptide NY-ESO-1 sono attualmente in uso per altri tipi di tumore tipici dell’adulto che esprimono questo antigene.

DOVE?
Il Dottor Roberto Luksch e i suoi collaboratori operano presso la Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; in particolare il Dottor Luksch presso l’Unità di Pediatria, e la Dottoressa Chiara Castelli e la Dottoressa Chiara Camisaschi presso l’Unità di Immunoterapia dei Tumori Umani.

CHI SONO?
Responsabile: Dr Roberto Luksch.
Collaboratori: Dott.ssa Chiara Castelli, Dott.ssa Chiara Camisaschi.

OBIETTIVO:
L’obiettivo dello studio è sviluppare un protocollo di immunizzazione che induca cellule T nel sangue a riconoscere l’antigene NY-ESO-1 e quindi aumentare l’immunità contro il tumore. Se i risultati sulla casistica di pazienti prefissata saranno incoraggianti, il vaccino potrebbe essere usato anche per pazienti a stadi di malattia meno avanzata.

Progetto Clinico-Isto-Patologico

CHE COSA STUDIA?
Garantire il migliore inquadramento clinico-diagnostico per il paziente con Neuroblastoma. Applicare la diagnostica avanzata alla caratterizzazione istopatologica e biomolecolare del tumore.

DOVE?
Il progetto si svolge presso l’Istituto G. Gaslini di Genova e altri Centri di eccellenza italiana (vedi collaboratori).

CHI SONO?
COORDINATORI SCIENTIFICI DEL PROGRAMMA:
Nominativo: Dott. Bruno De Bernardi, Dott. Alberto Garaventa
Struttura di appartenenza: Dipartimento di Ematologia Oncologia, Istituto G. Gaslini
COORDINATORI SCIENTIFICI DEL PROGETTO:
UNITA’ CLINICA
Nominativo: Dott. Alberto Garaventa
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Oncologia Pediatrica, Istituto G. Gaslini
UNITA’ ANATOMO-PATOLOGICA
Nominativo: Dott. Claudio Gambini
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Anatomia Patologica, Istituto G. Gaslini
LABORATORIO DI DIAGNOSTICA E RICERCA SUL NEUROBLASTOMA
Nominativo: Dott. Gian Paolo Tonini
Struttura di appartenenza: Istituto Tumori Genova – C.B.A.
UNITA’ EPIDEMIOLOGICA
Nominativo: Dott. Riccardo Haupt
Struttura di appartenenza: Unità Operativa di Biostatistica ed Epidemiologia
UNITA’ MARCATORI MOLECOLARI
Nominativo: Dott. Luigi Varesio
Struttura di appartenenza: Unità di Biologia Molecolare, Istituto G. Gaslini
UNITA’ TERAPIA GENICA DEI TUMORI SOLIDI
Nominativo: Dott.ssa Maria Valeria Corrias
Struttura di appartenenza: Laboratorio di Oncologia, Istituto G. Gaslini

OBIETTIVO:
Garantire elevata ed omogenea qualità nell’inquadramento clinico, istologico e biologico e nel trattamento dei bambini affetti da Neuroblastoma afferenti ai centri AIEOP.
Approfondire il significato e il peso in termini di progressione della malattia delle caratteristiche cliniche, istologiche e biologiche del tumore e della malattia circolante.
Definizione di nuovi e più potenti fattori prognostici e rivalutazione degli attuali.
Studio degli effetti clinici e biologici del protocolli terapeutici di prima linea.
Valutazione dell’attività antineuroblastoma dei protocolli terapeutici di seconda linea e di nuovi farmaci.

Progetti Carriera

Dott.ssa Gabriella Pagnan
“Sviluppo di nuovi farmaci anti-tumorali”

Dott. Stefano Parodi
“Biostatistica e Database”

Dott.ssa Maura Puppo
“Ruolo dell’Ipossia nel Neuroblastoma”

Dott.ssa Barbara Banelli
“Identificazione di alterazioni epigenetiche nel Neuroblastoma”

Dott. Andrea Gregorio
“Immunoistomorfologia nel Neuroblastoma”

Dott.ssa Michela Croce
“Studio preclinico di nuovi approcci di immunoterapia del Neuroblastoma”

Dott.ssa Lizzia Raffaghello
“Ruolo delle cellule staminali nello sviluppo del Neuroblastoma e potenziali implicazioni terapeutiche”