La Diagnosi

La TAC è spesso il primo esame diagnostico dei pazienti con tumore della fossa posteriore perché è ampiamente disponibile negli accessi di urgenza, condizione questa in cui avviene spesso la diagnosi dei pazienti con Ependimoma in seguito al manifestarsi di sintomi da ipertensione endocranica (cefalea, vomito, instabilità della marcia, etc.). Nel caso di malattia a sede sopratentoriale (cioè non nel cervelletto) i sintomi possono essere alterazioni della marcia per paresi, deficit dei movimenti oculari, cefalea, vomito, raramente crisi convulsive. In realtà la valutazione completa e indispensabile della malattia va fatta con la RMN (risonanza magnetica nucleare) che è indagine atta a definire le dimensioni della neoplasia, i rapporti con le strutture circostanti del sistema ventricolare e del cervelletto, e l’eventuale disseminazione a livello dell’encefalo e del midollo, presente molto raramente nei pazienti affetti da Ependimoma (meno del 10%). Dopo la terapia chirurgica, che deve essere affrontata in centri altamente specializzati (che vedono cioè un numero elevato di pazienti con neoplasie cerebrali in età pediatrica ogni anno), le indagini di cosiddetta “stadiazione”, che si compiono in ogni situazione di tumore, devono essere completate dalla RMN post-operatoria e dalla rachicentesi. Nel caso dell’Ependimoma, infatti, è molto importante per la prognosi (cioè per il destino ultimo del paziente) la completezza dell’intervento e, pertanto, la RMN post-operatoria è un esame fondamentale da cui può dipendere anche la decisione di riaffidare il paziente al chirurgo per un nuovo intervento.