Il Prozac per contrastare il Neuroblastoma?

Al laboratorio di Chieti, presso l’Istituto Ce-Si dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, proseguono le ricerche dell’equipe coordinata dal dottor Arturo Sala, Professore ordinario di Oncologia Translazionale presso la Brunel University London.

Focus della ricerca è trovare un inibitore del gene killer chiamato MYCN.
MYCN è la codifica di una proteina presente nelle cellule del sistema nervoso in fase di sviluppo durante la vita embrionale, assente però dopo la nascita. Nei casi di neoplasie pediatriche, come il Neuroblastoma e il Medulloblastoma, invece MYCN è molto elevata anche dopo la nascita e questo fatto causa una particolare aggressività del tumore e una forte resistenza alla terapia.

«Nei laboratori di Chieti – spiega il professore Sala -  stiamo cercando di individuare farmaci che possano contrastare gli effetti di MYCN. In particolare siamo focalizzati su uno screening per identificare farmaci già in uso per altri scopi. Questo ci permetterebbe di averli immediatamente utilizzabili, senza dover passare attraverso trial clinici per valutarne la tossicità».

In particolare l’equipe è ora concentrata sullo studio di un particolare farmaco, già in commercio e molto conosciuto.

«In questo momento stiamo analizzando il Prozac, un farmaco molto usato in casi di psicosi e depressione. Da esperimenti condotti su cellule di Neuroblastoma, coltivate in vitro – prosegue il professor Sala – abbiamo dimostrato, infatti, che ha un effetto antitumorale. Se i prossimi risultati nella sperimentazione saranno incoraggianti, ci aspettiamo di poter raccomandare l’uso del Prozac per limitare la recidiva della malattia in bambini a rischio di ricaduta dopo il trattamento con farmaci chemioterapici».

Per sostenere questa ricerca e gli altri progetti scientifici sul Neuroblastoma, visita il sito noicimettiamo.org.

Nella foto: il professor Arturo Sala, con la dottoressa Sara Costa, presentano il progetto di Chieti al Dono Day a Roma