L’esempio dei giovani Volontari 85° Reggimento Verona

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Le Forze Armate e le Forze dell’Ordine italiane confermano anno dopo anno il proprio impegno e il proprio sostegno alla nostra causa: guarire tutti i bambini ammalati di cancro attraverso la ricerca scientifica.

L’Esercito si è schierato con noi e si è fatto portavoce di un intento encomiabile “Difendere i bambini dal Neuroblastoma”. Abbiamo intervistato a titolo di esempio il Comandante del Reggimento Colonnello Alessio Gabriele Degortes, Volontari 85° Reggimento Verona.

85° Reggimento Verona , una grande storia, un passato importante: cosa significa per un giovane farne parte e che valori eredita da questa lunga tradizione?
L’85 Reggimento Fanteria “Verona” è stato costituito il 1 novembre 1884. Da allora ha partecipato praticamente a tutte le campagne militari e di soccorso della popolazione del Regno d’Italia; dall’Abissinia al terremoto di Messina, dai combattimenti sul Monte Pasubio durante il conflitto del 1915 – ’18 ai tragici eventi di El Alamein della seconda Guerra Mondiale. Proprio lì, nel 1942, il reggimento, a causa delle perdite di uomini subite, fu sciolto. Venne ricostituito nel 1975 e, dal 1997, cioè da oltre vent’anni, ha il compito di formare ed addestrare i giovani italiani, uomini e donne, che decidono di intraprendere la vita militare come Volontari. Oggi siamo sostanzialmente un ente addestrativo ma, in ogni attività, e non potrebbe essere altrimenti, cerchiamo di trasmettere ai soldati questa nostra eredità. Indipendentemente dalle motivazioni che spingono un ventenne ad arruolarsi, il nostro obiettivo è far “maturare” quei valori che la famiglia e la scuola già devono proporre: Rispetto, Altruismo, Sacrificio, Fiducia e Fierezza nell’essere Italiani.

Essere “al servizio” del proprio paese e degli altri è certamente uno di questi valori. È questo che vi ha avvicinato alla nostra Associazione? Che cosa significa per voi solidarietà?
Uno dei compiti istituzionali dell’Esercito, e delle Forze Armate, è la difesa dello Stato. Essere al “servizio” del Paese, dei cittadini, non si realizza solo imbracciando un’arma. Insegniamo ai nostri ragazzi che anche un semplice gesto, come donare il sangue o comprare un uovo di Pasqua, per un militare, un rappresentante dello Stato, è un dovere, un impegno importante. Vogliamo formare soldati che siano soprattutto cittadini consapevoli e partecipi.

Come avete conosciuto la nostra Associazione e perché ci avete scelto come destinatari del vostro “impegno solidale”?
Conosciamo la vostra Associazione e le vostre attività, già patrocinate dall’Esercito, da tempo. Quando abbiamo parlato di voi ai ragazzi che in quel momento stavano frequentando il Corso Basico per Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno, speravamo, ma non ci aspettavamo, di suscitare un così grande interesse. È la natura stessa della vostra Associazione, e dell’iniziativa “Cerco un Uovo Amico”, che li ha coinvolti. Poter aiutare la ricerca dedicata al Neuroblastoma ed ai tumori pediatrici, aiutare chi vuole aiutare i bambini, li ha conquistati. Comprare le uova non gli è bastato. Hanno voluto donarle ai reparti ed ambulatori pediatrici degli ospedali di Verona Borgo Trento e di Negrar. Mi piace pensare che abbiano fatto tre buone azioni: verso la vostra Associazione, verso i bambini ricoverati e verso loro stessi.

Oggi dei “giovani” si sente sempre parlare in termini di “isolamento” e di “disinteresse per la res-publica”, invece voi siete la dimostrazione opposta. Tanti giovani uomini e donne che danno il proprio contributo per la solidarietà. Che messaggio darebbe loro per stimolarli ad una scelta di solidarietà come la vostra?
Credo che l’isolamento ed il disinteresse siano scelte “facili”. Impegnarsi nel sociale, e dare una parte del proprio tempo disponibile per gli altri, viene visto come noioso e stancante. È sostanzialmente una questione di maturità. Vorrei che ogni giovane comprendesse che non è necessario fare qualcosa di enorme, di eclatante. Basta poco per dare tanto a chi ha bisogno. Come Esercito, nel nostro “piccolo”, stimoliamo le nostre ragazze ed i nostri ragazzi a farsi portavoce di questo, in famiglia e con gli amici. Talvolta basta solo essere coinvolti in una semplice iniziativa per scoprire il bello del sentirsi utile agli altri.

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Nelle immagini i giovani Volontari 85° Reggimento Verona in visita ai piccoli pazienti