Vita da ricercatore: un impegno che vale la pena

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Tanti i ricercatori che, anche per il Natale 2018, si sono resi disponibili ad essere testimonial della nostra campagna di raccolta fondi. Tra le new entry Francesca Broso, giovane dottoressa in biotecnologie e ricercatore in un progetto sul Neuroblastoma. La dottoressa Broso attualmente sta facendo il proprio dottorato al CIBIO – Università di Trento, nell’equipe del professor Alessandro Quattrone, da anni al fianco dell’Associazione e della Fondazione per la Lotta al Neuroblastoma.

Di che cosa si occupa la sua ricerca?
Con i colleghi stiamo studiando una combinazione di due molecole, di origine naturale, per colpire le cellule di Neuroblastoma in modo più specifico ed efficiente. Abbiamo osservato che questa combinazione induce alla morte le cellule della malattia; ora vogliamo scoprire il meccanismo molecolare alla base. La combinazione sembra funzionare, ma è ancora tutto in vitro. Per ora comunque i risultati sono buoni e siamo molto fiduciosi.

Cosa suggerirebbe a un giovane studente che volesse scegliere la ricerca come progetto di studio e di lavoro?
Direi che ne vale davvero la pena, è un lavoro che ti da molto. Nel tuo piccolo lavori sull’impatto della vita di qualcuno. Si fa fatica a raggiungere i risultati ma io sono felicissima di quello che faccio, è un lavoro unico e mi fa stare bene.

Cosa significa solidarietà per lei?
Aiutare qualcuno quando ha bisogno anche facendo delle rinunce e in modo disinteressato.

Cosa significa mettere la faccia per un’associazione come la nostra?
Sono molto orgogliosa di questo mio impegno sul Neuroblastoma; sapere che ci sono di mezzo i bambini colpisce sempre nel profondo. Da ricercatrice dare il mio contributo sapendo che è una malattia anche rara, e quindi poco studiata, mi rende molto orgogliosa.

Faccia un appello a potenziali nuovi donatori
Bisogna rendersi conto che c’è chi ha più bisogno di noi; imparare a pensare non solo a noi stessi e capire quanto siamo fortunati. Ogni giorno c’è chi deve affrontare cose molto più grandi di noi, purtroppo, spesso anche i bambini.

Nella foto: la dottoressa Sara Broso, a destra, con la dottoressa Sanja Aveic (Laboratorio della Fondazione di Padova), il dottor Mirco Ponzoni (Istituto G. Gaslini di Genova) e la dottoressa Giulia Montuori (CIBIO di Trento)