Scienza? Parliamone!

Dalla newsletter di settembre inizierà un nuovo appuntamento mensile: una rubrica dedicata alla divulgazione scientifica, nata da una iniziativa di Associazione NB in collaborazione con Marco Dalla Vecchia, veneto, 26 anni, che dopo una Laurea Triennale in biologia molecolare a Padova e Magistrale in Molecular and physiological biology a Leuven, Belgio, ha conseguito, sempre nella cittadina belga, un Dottorato in biochimica: «In pratica studio come e quando le cellule decidono di morire in diverse situazioni, stimoli e ambienti, usando diverse tecniche di microscopia».

Da sempre con la passione per la divulgazione scientifica, Marco ha anche aperto un blog in inglese. Come ti è venuta l’idea?

2019-07-14 (2)Fu quando iniziai la triennale: spesso, leggendo un libro o a lezione, venivo colpito da un concetto o da un’idea che mi sorprendeva così tanto da pensare: “ma questo lo devo dire a tutti!” oppure “non ci posso credere! Ma la gente, questa cosa la sa?”. Con il passare degli anni il mio desiderio di comunicare le mie “scoperte” personali, nel mondo della biologia, al resto delle persone aumentò. Verso la fine della Triennale mi resi conto di volere migliorare il mio inglese, visto che mi piaceva e che sarei andato all’estero per la magistrale, così cominciai a scrivere un blog personale in inglese. Negli anni successivi mi resi conto che spesso la conoscenza generale della biologia e dei concetti scientifici basilari, sia in Italia sia all’estero, è piuttosto superficiale. Questo mi colpì particolarmente quando si trattava di argomenti importanti come la vaccinazione, il cambiamento climatico o le cure contro il cancro. Mi interessai sempre più alla divulgazione scientifica senza avere tuttavia il tempo fisico di poter dare il mio contributo, visto che il dottorato è molto impegnativo. Ciò nonostante, attraverso YouTube, Facebook e Instagram ho avuto modo di conoscere persone che fanno un lavoro davvero eccellente nel divulgare con chiarezza argomenti scientifici sia in italiano sia in inglese. Se comparato con il materiale esistente nel Web in inglese, il contenuto in italiano è veramente limitato; questa fu una ragione aggiuntiva che mi spinse a fare di più per la divulgazione scientifica italiana.

Quale è la tua idea di divulgazione scientifica?

Ha due facce: da un lato, la vedo come necessaria nella società per portare chiarezza e informazione su argomenti chiave sui quali la popolazione stessa può o dovrebbe prendere importanti decisioni; dall’altro lato, è uno strumento efficace per gli scienziati per condividere scoperte importanti, per comunicare alle persone il genuino piacere e interesse per le scienze ma soprattutto per educare la società a vedere e capire come funziona il mondo attorno a noi. Per una persona come me, che vede la scienza come strumento indispensabile per comprendere l’universo ma anche come fonte insaziabile di interesse e soddisfazione intellettuale, la divulgazione scientifica diventa un mezzo importante per aiutare le persone a me vicine e per trovare i futuri scienziati.

Come sei entrato in contatto con Associazione NB?

2019-07-14Durante il mio stage della triennale decisi di scrivere la mia tesi alla Torre di Ricerca della Fondazione Città della Speranza a Padova (Fondazione Città della Speranza è sostenuta anche dalla Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, ndr), perché era un’entità al di fuori dell’Università con una ricerca di alta qualità, che allo stesso tempo combatte per una causa molto importante. Appena entrato nel laboratorio, ricordo che me ne innamorai. Le persone che incontrai e l’esperienza che vissi in quei pochi mesi fu uno dei momenti, dal punto di vista personale e professionale, più significativi che ho vissuto fino ad ora. Sarà stato anche l’entusiasmo del giovane studente, ma trovai una guida speciale in Sanja Aveic, una ricercatrice per la Fondazione che mi stimolò e incoraggiò moltissimo: molto di quello che sono ora come ricercatore lo devo a lei. Devo aggiungere poi che io e la mia famiglia entrammo in contatto con la Città della Speranza molti anni fa, quando io da piccolo ebbi una leucemia e fui curato nell’ospedale di Padova con un trattamento sperimentale sviluppato proprio dai ricercatori della Fondazione. Ovviamente, a quel tempo io non sapevo niente di tutto ciò, ma quando venni a saperlo in seguito, durante l’università, fu lo stimolo decisivo che mi convinse a dare il mio contributo personale alla ricerca e a stare in contatto con l’associazione e i suoi ricercatori.

Di cosa parlerai nella tua rubrica?

La scienza e specialmente la ricerca viene spesso comunicata con paroloni tecnici e termini precisi ma difficili da capire da persone fuori dal campo di ricerca (persino per noi ricercatori!). In questa rubrica pertanto vorrei portare una comunicazione semplice e utile, diretta a spiegare come funzionano le nostre cellule e il nostro corpo dal punto di vista biologico. L’obiettivo è far capire quanto magnifici, interessanti e impressionanti siano i processi che avvengono ogni minuto dentro di noi, senza che noi lo sappiamo! Parleremo di concetti basilari come: cos’è il DNA e perché sia il direttore della orchestra della vita; cosa sono le mutazioni genetiche, come possono avvenire e come in realtà avvengano ogni secondo della nostra esistenza e siano uno dei principi stessi della vita; cos’è una cellula, da cos’è formata e perché ogni cellula sia soltanto un piccolo animale in miniatura; cos’è un tumore, e perché non sia nient’altro che una cellula “ribelle”.
Parleremo anche di argomenti più pratici: come si possono curare i tumori e perché queste cure funzionano solo su alcuni tumori specifici; che tipi diversi di tumori possono manifestarsi e quale è la differenza tra tumori maligni e benigni; come si possono trovare nuove cure; come si studiano i tumori e come avviene la ricerca in questo campo.

 Hai già un titolo per questo appuntamento mensile?

Ci sto ancora pensando… sarà una sorpresa!

Nelle foto due bei ritratti di Marco Dalla Vecchia