Scrittura e solidarietà. A colloquio con lo scrittore Danilo Marigo

DaniloMarigo

Tutto è partito dall’amore per i viaggi, da un taccuino e dalla macchina fotografica fedeli compagni in lungo e largo per il mondo. Così Danilo Marigo, manager torinese in una società di Trasporti, ha da sempre avuto l’hobby della scrittura. Dapprima in senso scientifico e accademico, con articoli e libri relativi ai trasporti ferroviari e alla logistica, tenendo anche lezioni all’Università. Poi ha maturato l’idea di tradurre le sue esperienze da globe trotter in racconti e romanzi, arricchendoli con la fantasia e di venderli per beneficenza, scegliendo di destinare il ricavato all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S. Così sarà anche per il suo nuovo romanzo “Ingrid Bergman’s Holidays”.

Come ha conosciuto la nostra Associazione e maturato l’idea di sostenerla?
Da diversi anni, per diletto, mi dedico alla scrittura e ultimamente da testi di tipo professionale mi sono allargato verso la narrativa, pubblicando a gennaio 2018 una raccolta di racconti dal titolo “La Guerra dei baccalà” con Alter Ego Edizioni di Viterbo e poi un romanzo, che presenterò a Torino sabato primo dicembre in anteprima nazionale. Da subito ho ritenuto una buona idea quello di far sì che questo mio piccolo hobby potesse generare qualcosa di utile, di devolvere tutti i proventi alla vostra Associazione, che ho conosciuto nel 2003 dopo la morte di mia nonna, con la quale avevo un legame molto forte. In occasione del suo funerale, ho chiesto agli amici di non comprare fiori, ma di fare beneficenza e hanno scelto di devolvere alla vostra Associazione. Da quel momento e quasi per mantenere intatto nel tempo il ricordo del grande affetto e legame che mi univa a mia nonna ho deciso di continuare a sostenervi con piccoli contributi che potevo durante l’anno. La scelta della vostra Associazione era legata anche a una parte di me bambino, ai ricordi delle tante estati trascorse con lei in campagna, lei che amava avere la casa piena di bambini. Per cui mi sentivo di dover aiutare i bambini.

Come è nata la passione per la scrittura?
Da sempre, in qualsiasi posto io vada, prendo appunti e porto con me un taccuino e una macchina fotografica. Però mentre prima tornavo e le foto rimanevano nel computer e gli appunti nel taccuino, poi ho iniziato a farli fruttare, mettendoli per iscritto. Molte cose che scrivo nei miei libri sono reportage di viaggio su cui innesto delle storie che escono dalla mia fantasia. Li colloco sempre in luoghi che ho visitato, per esempio questo ultimo romanzo “Ingrid Bergman’s Holidays” è ambientato in un piccolo paesino della costa svedese, uno dei posti più belli del mondo; il precedente libro in Islanda, perché mi piace rivivere attraverso la penna le emozioni che ho provato nei viaggi e in più aggiungo un po’ di biografia, un po’ della mia storia.
Ho deciso di legare questo hobby a qualcosa di utile e mi è venuto spontaneo pensare alla vostra Associazione.

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Viaggiatore per passione, ma anche passione per il calcio intorno a cui ruota il suo ultimo romanzo?
Jakob, uno dei protagonisti, è un calciatore caduto in disgrazia e insieme al giornalista sportivo Alf Ericsson, anche lui relegato alle pagine di cronaca per motivi disciplinari, danno una svolta alla loro vita, hanno un’idea per riscattarsi. Tutti e due gli ultimi scritti hanno il calcio sullo sfondo, in realtà non sono un grande appassionato di calcio, però mi piace perché in un certo qual modo il calcio riflette tanti usi e modi di fare anche fuori dallo stadio e la palla è rotonda come il mondo. Attorno alla palla ruotano molti misteri, tante storie che sono della vita quotidiana. Il mio modo di intendere il calcio è una metafora sulla vita, talvolta di riscatto, talvolta di sconfitte e di sofferenza. Nel terzo romanzo, che sto scrivendo, invece lo sport non c’è.

Ha scritto anche dei libri a quattro mani con Paolo Ferrero, che sarà presente sabato alla presentazione del suo nuovo romanzo?
Ho scritto con lui, che è un mio amico d’infanzia, Sognando Montreal – Una cronaca olimpica nel Monferrato (2008). Si tratta di una fiaba, che racconta di quando un’estate in Monferrato da ragazzini abbiamo organizzato tra di noi le olimpiadi e ci siamo inventati questa storia, ispirandoci ai giochi che si facevano in quel periodo, quando non avevamo molti mezzi. Si giocava al lancio del giavellotto con il manico della scopa della nonna e a quello del peso con le bocce del nonno.
Poi ho scritto con altri autori e realizzato la parte fotografica dell’antologia Nel Monferrato alla ricerca della felicità, dove abbiamo ricreato la Recherche di Marcel Proust nel Monferrato, la ricerca della felicità con una serie di poesie e racconti di quella terra. Ho partecipato anche a un altro libro con il mio amico Paolo Ferrero e il giornalista sportivo Franco Ossola, che si chiama Mi manca Pulici – Il Toro nei magici anni Settanta (2013), dove ho scritto alcuni brani: un racconto del Torino degli anni ’70, con vicende che si collegano anche al costume di quegli anni.

Ci rivela qualcosa delle altre opere e a cosa sta lavorando ora?
La prossima storia sarà ambientata in Finlandia, on the road, un viaggio di un giovane insieme a un vecchio, entrambi in cerca del filo della loro esistenza. Posti suggestivi, impregnati di leggende.
Come anche il mio precedente lavoro La Guerra dei Baccalà, che narra un fatto vero: gli inglesi andarono a pescare il baccalà in banchi molto vicini agli Islandesi, che per proteggersi e sopravvivere, dovettero difendersi con le armi.

Ci parla della presentazione di sabato prossimo, con lei chi ci sarà?
Sarà una presentazione fatta da amici, un modo per ritrovarsi insieme, ci saranno delle letture, Paolo Ferrero mi farà la recensione, la mia amica d’infanzia Chiara Cane farà da moderatrice, la cara Presidente Sara Costa porterà i saluti da parte dell’Associazione e poi non mancheranno suoni e commenti musicali. Vale la pena acquistare questo romanzo che è ambientato in uno dei posti più belli al mondo, Fiällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. Penso che lì una persona sbandata come il protagonista possa trovare il bandolo della propria matassa. Lo consiglio a tutte le persone che hanno smarrito qualche certezza e possono ritrovarla in quel paesino e rivivere il riscatto con il protagonista. Questo l’augurio che faccio a tutti coloro che leggeranno il mio libro, che sarà disponibile dopo il 1 dicembre sulle piattaforme principali: amazon, ibs, ecc..

Cos’è per lei la solidarietà?
Per me è stringere la mano a una persona e non lasciarla mai più. Idealmente le due mani rimangono per sempre strette.