Sintesi del progetto 2015-2017

stop neuroblastomaProgetto 2015-2017: Programma di sviluppo dell’attività clinico-biologica e di ricerca traslazionale

Proponente e coordinatore: Alberto Garaventa
Dipartimento di Ematologia Oncologia
Largo G. Gaslini, 5 – 16148 Genova


Il contesto

Il Neuroblastoma (NB) è il più frequente tumore solido extracranico dell’età pediatrica (8-10% di tutti i tumori della fascia di età compresa tra 0 e 16 anni), con circa 150 casi diagnosticati annualmente in Italia. Nel 1976,anno del primo protocollo italiano, la guarigione da un NB riguardava appena il 25% dei casi, ma il progresso verificatosi nei 38 anni intercorsi dal 1976 ad oggi ha portato ad un progressivo incremento fino agli attuali 70%, dato riferito ai casi meno aggressivi. Per il cosiddetto 4° stadio, ovvero il caso più aggressivo e più frequente, in cui all’esordio vi sono metastasi a scheletro e midollo, la percentuale di sopravvivenza è sotto il 25% . È fondamentale continuare la ricerca nei confronti di questo tumore.

Da un lato la ricerca clinica sta portando ad una sempre più accurata definizione dei fattori di rischio attraverso l’integrazione di parametri clinici, anatomo-patologici e genetici, che consenta il disegno di protocolli terapeutici mirati in cui vengono arruolati specifici gruppi di pazienti (medicina personalizzata o di precisione). D’altro canto, la ricerca traslazionale, soprattutto in campo genetico ed immunologico, fornisce nuove informazioni di potenziale trasferibilità clinica in tempi medio-brevi.

Abbiamo diversi esempi di questo flusso continuo tra clinica e laboratorio e viceversa:

  • scoperta dell’oncogene ALK, le cui mutazioni sono responsabili della maggior parte delle forme familiari di NB.
  • applicazione della PCR quantitativa alla valutazione della malattia residua che consente di dimostrarne la presenza in pazienti clinicamente in remissione e di predire in anticipo il verificarsi di recidiva
  • l’attività di centralizzazione dei dati non solo clinici che coinvolge 50 Centri Italiani di Oncologia pediatrica che, per ogni paziente diagnosticato, inviano materiale tumorale e campioni biologici per la completa caratterizzazione della neoplasia, sia all’esordio che durante il trattamento.
  • la biobanca integrata tessuto-genomica (BIT) che raccoglie il materiale centralizzato dall’AIEOP (Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica) e materiale proveniente da altri istituti Europei, processa e cataloga i tumori e genera un data base molecolare a disposizione dei ricercatori e della clinica.

Dal 1993 in Italia le attività cliniche e di ricerca sul Neuroblastoma sono sostenute in parte importante dalla Fondazione Neuroblastoma senza il cui contributo economico ed organizzativo sarebbe oggi difficile continuare a garantire nel nostro paese l’eccellenza dell’approccio diagnostico e terapeutico ai bambini affetti da NB.

Obiettivi
Questo progetto intende migliorare l’inquadramento diagnostico e l’approccio terapeutico per i pazienti affetti da Neuroblastoma in Italia (programma di medicina di precisione) e l’interazione tra l’Istituto G. Gaslini e gli altri Istituti e ricercatori italiani, finanziati per specifici progetti dalla Fondazione Neuroblastoma, al fine di aumentare le possibilità di sviluppo di nuovi ed efficaci approcci terapeutici

La struttura
Il modello operativo proposto è quello di creare un “core centrale” di coordinamento che abbia il compito di coinvolgere sul territorio nazionale, istituzioni e ricercatori impegnati da tempo sul neuroblastoma con lo scopo di dare un contributo importante allo sviluppo della ricerca clinica applicata relativa a questa specifica patologia.
Tale modello, che esprime in modo evidente l’interazione tra ricerca di base, traslazionale e clinica (Figura 1) prevede di coordinare le strutture che garantiscono il corretto inquadramento diagnostico del bambino affetto da NB, e che possono consentire un deciso miglioramento e approfondimento nella conoscenza di questa malattia, con le strutture a livello nazionale che, in questo momento stanno portando avanti progetti di ricerca ad impatto terapeutico così da sviluppare ricerca clinica e traslazionale ancora più efficace.

Le linee di ricerca caratterizzanti il progetto prevedono 3 aree (aggiornamento fine 2016):

1. CENTRALIZZAZIONE DEI DATI E RICERCA CLINICA
L’inquadramento diagnostico, lo sviluppo e l’applicazione dei protocolli clinici italiani ed internazionali di prima linea e le strategie di cura per i bambini con Neuroblastoma trattati presso i Centri AIEOP nazionali, sono migliorati in modo considerevole grazie anche all’interazione con i laboratori di ricerca che continuano a potenziare l’inquadramento biologico prognostico completo di ogni paziente affetto da Neuroblastoma.

2. RICERCA FARMACI INNOVATIVI
La Fondazione ha ricevuto la relazione consuntiva sui risultati ottenuti dopo 3 anni di attività svolta grazie al proprio finanziamento. La relazione, che attualmente è in fase di studio e valutazione, verrà sottoposta a reviwer esterni al fine di ricevere
indicazioni sul migliore percorso da intraprendere per capitalizzare i risultati ottenuti e continuare a ricercare farmaci efficaci per sconfiggere il Neuroblastoma. Tali esiti verranno pubblicati non appena disponibili.

3. TRATTAMENTO DEI PAZIENTI CON IMMUNOTERAPIA GENETICA
Il progetto ha consentito di identificare un metodo per generare nei pazienti linfociti T geneticamente modificati in modo da attaccare selettivamente gli elementi tumorali (linfociti CAR = chimeric antigen receptor), senza provocare importanti effetti collaterali. È in fase di stesura e prossima applicazione il relativo protocollo di cura sperimentale, centralizzato presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

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