Tumori infantili: i passi avanti della ricerca

La Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha recentemente pubblicato la ricerca “I numeri del cancro 2018”; ogni giorno in Italia vengono diagnosticati circa 1.000 casi di Tumore tra gli adulti, con percentuali di sopravvivenza in costante crescita (3% in più nell’ultimo quinquennio sia per gli uomini – dal 51 al 54% – sia per le donne – dal 60 al 63% -). Questo anche e soprattutto grazie ai progressi della ricerca scientifica nelle diagnosi, sempre più tempestive, e nelle cure sempre più mirate e innovative.

Ancora più importanti e incoraggianti sono i risultati sui tumori pediatrici: i bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che si ammalano di tumore e sopravvivono sono sempre di più. Se nei primi anni Settanta solo 3 bambini su 10 sopravvivevano a una diagnosi di cancro, oggi 3 piccoli su 4 guariscono completamente. Purtroppo però i progressi non sono omogenei per tutte le tipologie di tumore. I successi maggiori riguardano la cura di alcune forme di leucemia, le cui percentuali di guarigione superano il 90%.

Per altre neoplasie invece, tra cui il Neuroblastoma, la strada da percorrere è ancora lunga. Questo tumore rappresenta oggi il 7% delle neoplasie che colpiscono i bambini da 0 a 14 anni, con poco meno di 150 nuovi casi diagnosticati ogni anno. Anche in questo caso, grazie alla Ricerca e all’importante contributo della Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, ci sono stati importanti progressi, con una percentuale di sopravvivenza passata, sempre rispetto agli anni Settanta, dal 30 al 76% nei casi più favorevoli e dall’8 al 35% nei casi più gravi ed aggressivi.

Tali successi sono da attribuire sia a diagnosi sempre più tempestive e ad un uso più mirato della chemioterapia sui piccoli pazienti (in dosi superiori rispetto agli standard precedenti, ma infuse per periodi di tempo più brevi) sia all’utilizzo di trattamenti innovativi rispetto a chirurgia, radioterapia e chemioterapia (comunque fondamentali nella maggior parte dei casi di NB). Le terapie sono via via più personalizzate e calibrate sul singolo paziente e ciò è possibile grazie alla Ricerca che ha portato ad una conoscenza sempre più dettagliata del genoma e delle alterazioni cromosomiche alla base della malattia.

Per quanto riguarda i Tumori Cerebrali Pediatrici (la seconda neoplasia dell’età pediatrica per incidenza dopo le leucemie, con circa 450 nuovi casi ogni anno in Italia), si è passati dal 36% allo 0,004% di errore alla diagnosi, grazie al lavoro di una squadra di professionisti coordinati dal prof. Felice Giangaspero, Istituto Anatomia Patologica Policlinico Umberto I°, dell’Università La Sapienza Roma, che ha coordinato (e coordina) la centralizzazione sempre più capillare dei dati (raccoglie ad oggi i dati di oltre 4.000 casi) e un’implementazione, a livello nazionale, dell’attività di ricerca in campo neuro-oncologico. I risultati sono dovuti ad una fitta collaborazione tra le unità anatomo-patologiche dei Centri ad esso afferenti, facilitando una corretta definizione dei protocolli terapeutici; questa collaborazione ha inoltre permesso di costituire la banca biologica “virtuale” che è diventata una realtà con circa il 84% dei casi centralizzati di cui si ha materiale biologico a disposizione per studi di base e traslazionali.

Insomma, nel campo dei Tumori, e più nello specifico dei Tumori dei bambini, i progressi negli ultimi anni sono stati notevoli e importanti; questo ci fa capire che siamo sulla strada giusta. Non possiamo però fermarci qui: i risultati positivi che vediamo ogni giorno devono essere uno sprone per andare avanti e far crescere sempre di più la percentuale dei bambini guariti. Perché tutti i bambini hanno il diritto di avere un futuro e diventare grandi.