Una telefonata può aiutare a sconfiggere il Neuroblastoma!

Tante tessere insieme compongono un mosaico bellissimo, tanti piccoli doni sommati aiutano la ricerca a progredire, tanti cuori all’unisono per una giusta causa possono sconfiggere il Neuroblastoma, questo terribile tumore dei bambini. In occasione della Pasqua volontari, donatori, medici, genitori, scuole e forze dell’ordine hanno lavorato fianco a fianco per raccogliere i fondi per sostenere i ricercatori. L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S. è stata il motore di tutto e quattro donne, provenienti da varie regioni e con esperienze diverse, sono state tra i protagonisti della Campagna 2018 “Cerco un Uovo Amico”: hanno lavorato dietro le quinte, sempre con il sorriso sulle labbra, fiere di far parte della nostra Associazione e di dare il loro contributo.

Elena Seveso, quarantenne di Saronno, con competenze nel mondo del marketing, della comunicazione e organizzazione di eventi, collabora con noi dal 2015, prima come addetta ai banchetti a Milano in occasione del Natale e poi in ufficio a fare telemarketing per la Pasqua.

Il suo lavoro? Contattare i donatori, verificare che abbiano ricevuto il materiale, ricordare le scadenze per ordinare le uova, gestire le prenotazioni e le spedizioni: “L’esperienza di quest’anno è stata più strutturata, anch’io ero più preparata ad affrontare le urgenze e le problematiche. Certo è stato triste sentire i racconti di genitori, nonni o parenti di bambini che non ce l‘hanno fatta, ma non si sono arresi e sperano sempre di sconfiggere il “Mostro”. Bellissimo, invece sapere di piccoli che sono guariti, cresciuti e hanno una vita normale. Il nostro lavoro ha delle finalità concrete e la solidarietà è quando con un contributo irrilevante si può fare tanto”.

Claudia Peretti di Torino, trasferita a Milano per amore, ha conosciuto l’Associazione quando era a Genova e gestiva una caffetteria con ristorazione di prodotti tipici liguri fronte mare. Vicino al suo locale, nel periodo natalizio e pasquale, c’erano i banchetti con i cioccolatini e le uova, ne ha scoperto le finalità grazie a un’amica infermiera del Gaslini e quando si è ritrovata a Milano e ha avuto la possibilità di collaborare attivamente, ha aderito con piacere: “Quest’anno con i sostenitori è stata un’esperienza fantastica, appena chiamavamo ci riconoscevano subito, ci salutavano con slancio e ci rassicuravano di aver già fatto l’ordine. Ci trasmettevano la voglia di costruire qualcosa di buono, di incentivare la ricerca, erano propositivi, come una signora siciliana, moglie di un avvocato che, non lavorando e avendo tempo libero, si è proposta come volontaria, nostra referente locale per la campagna di Pasqua. Tutto questo mi ha dato una grande gioia nel cuore e mi ha fatto capire come la solidarietà sia aiutare il prossimo senza volerne trarre beneficio, solo per la soddisfazione di poter mettere una piccola pietra sulla strada verso la scoperta, la risoluzione, la guarigione dalla malattia, grazie alla ricerca”.

Raffaella Saccaggi, sessantenne di Milano, ex impiegata e imprenditrice, da due anni collabora con l’Associazione e ne è entusiasta: “Era un piacere venire a lavorare, amo questa associazione, che ti motiva e arricchisce molto, bello il contatto con i donatori, tutti educati e disponibili a sostenerci. Ho imparato molto, per esempio quando contatti la Marina Militare, ti mettono in comunicazione con le varie navi in navigazione e ci si accorda di consegnare le Uova al porto di arrivo, il giorno stabilito; oppure scoprire che nell’Arma dei Carabinieri o nell’Esercito, chi va in pensione lascia il testimone al collega, affinché il sostegno alla Ricerca non venga mai meno. Mi sono venuti i brividi, quando una mamma mi ha detto di aver perso il suo bimbo a causa del Neuroblastoma, ma non si è inaridita e continua a donare. Una scuola di vita anche lavorare negli stand per le strade durante le campagne di Pasqua e Natale e scoprire una dimensione umana, che non penseresti mai, come la zingara all’angolo che veniva a donare quello che poteva. Allora capisci che solidarietà significa donare con tutto il cuore, diventare parte dell’umanità, darsi la mano tutti insieme, perché aiutando l’altro stai bene tu, è un’energia che metti in movimento”.

Ylenia Calamusa è la più giovane del gruppo, una ragazza siciliana di 23 anni, ha studiato interpretariato allo IULM a Milano e lavora per un’associazione turistica culturale come guida: “Mi sono avvicinata all’Associazione lo scorso anno, mentre studiavo ancora e ho collaborato per i banchetti della Campagna di Pasqua, poi quest’anno mi hanno chiamata per il telemarketing: sono sempre stata vicina al volontariato e ho desiderato fare un lavoro per aiutare qualcuno. Ci sono stati momenti tristi, come quando ha risposto una mamma, la cui bambina non era riuscita a guarire, una lacrima è inevitabile e ti viene ancora di più la voglia di continuare a fare qualcosa. E poi le sorprese, come quando mi hanno passato al telefono un bimbo che invece si era salvato, non so descrivere l’emozione, davvero ti cambia la giornata. Solidarietà è quando tu aiuti una persona con tutti i mezzi che hai, non per forza un aiuto economico, anche un sorriso e un abbraccio può cambiare la giornata di qualcuno. La cosa che mi ha colpito di più è che le persone che donavano maggiormente erano quelle che se lo potevano permettere di meno. Chi vuole aiutare anche senza avere gli strumenti e dona quel poco che ha, lo fa con il cuore”.

Nella foto le nostre instancabili ragazze del call center Ylenia Calamusa, Elena Seveso, Raffaella Saccaggi, Claudia Peretti.