Il nostro Vicepresidente Conte diventa Mister di calcio

WinnersCup2019

Dai reparti ospedalieri ai campi di calcio il passo è stato breve: il Vice Presidente dell’Associazione Neuroblastoma Massimo Conte, pediatra oncologo presso l’Istituto G. Gaslini di Genova, ha portato, in collaborazione con l’infermiera pediatrica Marina Maura e l’amministrativa del DH di emato-oncologia Michela Rebolino, la squadra di giovani dell’Istituto G. Gaslini al terzo posto nella Winners Cup, un torneo di calcio a 7 per giocatori tra i 14 e i 24 anni in cura o guariti da patologia emato-oncologica.

Alza_la_Coppa_Winners_Cup_2019Conte, forte di cotanto cognome, si è dimostrato a suo agio anche nell’inedito ruolo di Mister della squadra che si è ottimamente comportata nel Torneo promosso lo scorso 11 maggio dalla commissione adolescenziale della Federazione Italiana delle Associazioni Genitori dell’Oncoematologia Pediatrica, dal FC Inter e dal Comitato di Milano del CSI.

La squadre coinvolte sono state ben 16, per un totale di oltre 300 giocatori: dieci team sono stati creati unendo i reparti di Oncoematologia Pediatrica di diverse città (Aviano, Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Milano, Monza, Padova, Palermo, Pisa, Roma, Torino, Trieste e Udine), mentre 6 squadre sono arrivate addirittura da tutta Europa, più precisamente da Belgio, Francia, Germania, Grecia, Olanda e Spagna.

Il Dottor Conte racconta così questa bellissima esperienza.

Come ha affrontato l’impegno da allenatore di una squadra così particolare?
La cosa è nata un po’ per gioco quando ci è stato chiesto, ormai tre anni fa, di partecipare alla Winner’s Cup. La brillante idea, partita dal collega Andrea Ferrari, oncologo pediatra di Milano, è stata sposata subito da Inter-Pirelli, FIAGOP e AIEOP, e così è nata la competizione. Ho dato subito l’adesione del centro di Genova e a quel punto mi sono ritrovato in un attimo mister, con qualche timore non avendo mai allenato una squadra di calcio e soprattutto con giocatori così speciali. In questo i ragazzi mi hanno dato una grande mano mettendoci subito passione, entusiasmo e dimostrando un inaspettato attaccamento alla maglia, ovvero all’Istituto G. Gaslini in cui erano stati e sono, almeno alcuni, ancora curati.    

60162994_444398346123602_4995071961957662720_nCome vi siete preparati al torneo?
Da buon neofita ho dovuto studiare gli schemi del calcio a sette: meno male che su internet esistono i tutorial, così ho imparato come impostare uno schema offensivo e come difenderci nei momenti di difficoltà. Grazie all’aiuto di un parente di un mio giocatore abbiamo avuto a disposizione un campo di calcio dove allenarci e almeno 2 volte al mese ci siamo incontrati per prepararci atleticamente e mettere in atto le tecniche studiate a tavolino. In questo siamo stati anche molto aiutati dall’ABEO (Associazione Bambino Emato-Oncologico Ligure) che ci ha fornito i materiali tecnici, le divise, i palloni e il supporto logistico senza i quali non avremmo potuto creare una vera squadra. Così è nata la PSV Eindhovena che nel nome, scimmiottato da una celebre squadra olandese, il PSV Eindhoven, vuole ricordare le sofferenze, le difficoltà, i momenti bui che hanno incontrato questi ragazzi, ma anche celebrare la loro vittoria nella vita.

Quanto conta fare sport, sia per un ragazzo sano, sia per un ragazzo con patologie?
Lo sport unisce, fortifica, ti insegna a stare con gli altri a condividere le gioie ma anche le delusioni cocenti; è un mezzo per dimenticare ciò che di brutto può esserti successo o ti sta succedendo nella vita; è anche un mezzo per sentirti normale, uguale a chi è stato più fortunato di te, è un mezzo per tornare a sperare. Questi ragazzi mi hanno fatto sentire uno di loro, e non il medico che li ha curati. Mi hanno insegnato cosa vuol dire avere spirito di sacrificio, mettercela tutta anche se hai le gambe molli perché hai da poco finito la chemio e infine come sia anche facile ridere e scherzare sul loro passato di malattia.
Oggi, per loro, io sono il Mister e non più il Dr. Massimo Conte.

Nella foto in alto: il team davanti al centro sportivo dell’Inter dedicato a Giacinto Facchetti
Nella seconda foto: il capitano alza la coppa

Nella terza foto: il gruppo che ha conquistato il terzo gradino del podio