Il terzo settore è tra i più colpiti dall’emergenza

In un periodo estremamente complesso le Organizzazioni No Profit hanno dimostrato buone capacità di adattamento: la Dottoressa Cinzia Di Stasio, Segretario Generale dell’Istituto Italiano della Donazione, ci guida alla scoperta del nuovo panorama

Quali sono state le iniziative messe in campo dall’IID per sostenere le donazioni alle ONP in questo momento estremamente drammatico?

L’IID è un ente che raccoglie associazioni che lavorano direttamente sul campo e sta cercando di far emergere tutte le iniziative portate avanti dalle associazioni aderenti. L’obiettivo è fare una fotografia di un settore in prima linea al fianco delle persone che stanno lottando contro questa terribile emergenza. L’iniziativa si colloca all’interno di una campagna di sensibilizzazione più ampia, #Ildonononsiferma, che è stata lanciata a metà marzo e punta a raccontare come il settore stia reagendo, anche innovandosi nelle modalità di rapporto sia con i beneficiari sia con i propri volontari.

Verso la fine di marzo avete chiesto alle Organizzazioni Non Profit di compilare un questionario on line per conoscere la loro situazione nel pieno dell’Emergenza COVID-19: che panorama ne è scaturito?

Purtroppo il quadro generale è di un settore che ha dovuto pagare un prezzo molto alto: il 90% del campione ha dichiarato un impatto importante sulle raccolte fondi dei primi mesi dell’anno. Di queste il 40% denuncia un calo superiore al 50%, per arrivare a punte dell’11 per cento che lamentano addirittura un calo del 100% della raccolta. Però i dati dimostrano anche che il terzo settore è capace di cambiamenti in corsa, sono infatti molte le ONP che hanno trasformato la loro relazione in un rapporto da remoto con l’obiettivo di non perdere il contatto e di stare comunque vicino ai beneficiari della propria attività (24%). Un 20% ha deciso di mantenere aperti i servizi, seppur soffrendo le difficoltà economiche registrate a inizio anno. Solo il 7% dichiara di aver dovuto sospendere completamente il servizio.

L’Istituto Italiano della Donazione porrà in essere anche altre iniziative a sostegno delle ONP, per una veloce ripresa una volta cessata l’emergenza?

L’IID non è un ente di rappresentanza ma, a fianco di chi ha la responsabilità politica delle scelte a favore del settore, farà la sua parte per dare voce ai propri associati e condividere i bisogni che emergeranno. Anche il monitoraggio portato avanti serve per dare strumenti oggettivi e misurare il “danno” con numeri reali che possano dar forza alle richieste che verranno portate.

Al di là degli aspetti più strettamente economici, quali insegnamenti si possono trarre, in prospettiva futura, per il Terzo Settore?

Credo che ripartire dall’importanza di un Terzo Settore dinamico, capace di adattarsi alle nuove emergenze, sia fondamentale per essere efficacemente accanto al sistema di welfare nazionale. È alla luce del sole che l’impoverimento progressivo del welfare diventa un boomerang soprattutto in questi momenti di difficoltà e solo una collaborazione solida, basata sulla fiducia con il Terzo Settore, può essere la chiave di volta per la risoluzione più veloce delle nuove emergenze.

Consideriamo poi che con un welfare territoriale molto differenziato il legame con un Terzo Settore efficiente e ben organizzato permette di colmare anche il gap che purtroppo si registra tra il Nord e il Sud del Paese. La sfida è il rafforzamento del settore, in termini economici ma ancora di più in consapevolezza del ruolo strategico che oggi ricopre.

I risultati dell’indagine condotta dall’Istituto Italiano della Donazione sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa, per la prima volta on line, lo scorso 17 aprile.

La situazione è difficile, ma con l’aiuto di tutti è possibile tornare a dare speranza: sostenere il Terzo Settore significa dare una mano a chi soffre, sostenere la Ricerca tramite l’Associazione NB vuol dire regalare vita ai nostri piccoli guerrieri!

Nella foto: Cinzia Di Stasio