La cellulla, una vera e propria impresa!

Ci credereste se vi dicessi esiste un’impresa con milioni di segretari, funzionari, managers e servizi IT più piccola di mezzo millimetro? Sembrerà impossibile ma questo scenario definisce una cellula molto più di quanto si possa pensare.

Come avviene per le vere multinazionali, per gestire questa impresa ‘speciale’ servono regole ferree e ruoli ben definiti. C’è poco spazio per gli errori, e quei pochi che avvengono rischiano di portare grandi difficoltà all’integrità economica dell’azienda.

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, l’interno della cellula è costellato da instancabili operai al lavoro, le proteine. Ognuno di questi operai deve appunto obbedire ad etichette e regole ben precise formate e raffinate da milioni di anni di evoluzione nel nostro DNA, il grande capo dell’impresa, colui che decide cosa si fa e cosa non si fa. Basta un semplice errore nella comunicazione, potremmo chiamarlo “mutazione“, e potrebbe derivarne un problema vitale per la cellula stessa.

Per gestire una multinazionale però non bastano regole, ma servono uffici, sale runioni, servizi clienti, reti telefoniche e database informatici. Le regole gestiscono il tutto, ma non sono tutto. A questo punto non vi sorprenderà scoprire che una cellula fa esattamente lo stesso. Il piccolissimo spazio contenuto tra “le quattro pareti” della membrana cellulare è diviso in moltissimi “dipartimenti” chiamati organelli, spazi fisicamente divisi ognuno con un suo lavoro diverso. Non solo: la membrana e lo spazio dentro la cellula sono divisi in migliaia di “uffici” ognuno con una sottospecifica funzione proprio come una vera impresa.

Per una singola proteina, lo spazio della cellula equivale ad una multinazionale enorme, con scopi e movimenti che non può comprendere, di cui prende solo una piccolissima parte. Guardate l’immagine qui sopra (è un’immagine vera fatta al microscopio!): se viaggiassimo nel citoplasma, il liquido dentro la cellula, sembrerebbe di viaggiare nello spazio popolato da autostrade superaffollate di una metropoli, dove regna il caos, ma dove ogni singola persona sa dove deve andare e dove sta andando. E nell’immagine si vedono solo i filamenti responsabili di mantenere la struttura della cellula! Immaginate come e dove stanno tutti gli altri dipartimenti e uffici!

Sapendo quanto sia difficile capire e gestire un’impresa di tali proporzioni, è davvero sorprendente rendersi conto che ogni singola cellula del nostro corpo da anni la gestisce senza problemi, o trovando soluzioni a quelli che non si possono evitare. Pensiamo all’azione combinata della replicazione, trascrizione e traduzione, di cui abbiamo già parlato. Avviene tutto insieme, senza che un processo ne comprometta un altro, senza che nessun processo si confonda. L’azione magistralmente congiunta di tutto ciò crea la cellula: un’entità viva, indipendente e responsiva. Ebbene sì, grazie a tutti questi processi una cellula ascolta, sente, si muove, cambia e si divide. Una cellula è una persona in miniatura: vive, cresce, invecchia e muore; e nel mentre ascolta, migra, lavora e fa figli. È così che la vita è iniziata ed è così che si è evoluta fino a noi: grazie alla cellula, l’unità fondamentale che in modo indipendente o in collaborazione esplora e combatte nel mondo proprio come facciamo noi ogni giorno.

Quasi come l’impresa colossale non potrà mai agire trascurando le regole e le risposte del mercato economico mondiale, anche la singola cellula in un organismo multicellulare (come lo siamo noi) non può mai considerarsi completamente indipendente. Una cellula è una piccola ‘persona’ che deve obbedire alle regole della società cellulare. Per questo deve ascoltare, adattarsi e persino uccidersi, se questo significa il benestare dei tessuti vicini. Di questo parleremo nel prossimo articolo: se quanto avete letto finora vi sembra già molto complicato, aspettate e vedrete…

Marco Dalla Vecchia

Immagine tratta da https://www.nikonsmallworld.com/galleries/2008-photomicrography-competition/cytoskeleton-in-growth-factor-stimulated-human-keratinocytes