La Pasqua più difficile. Proprio per questo la più bella

Questo periodo, e in particolare la Pasqua 2020, rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria: la terribile esperienza del COVID-19 sta lasciando un segno indelebile, con il carico di difficoltà, problemi e, purtroppo, anche tanto dolore che stanno caratterizzando i giorni che stiamo vivendo.

«Anche per l’Associazione Neuroblastoma – spiega Jessica Grasso, responsabile della Campagna di Pasqua – sono stati e sono tuttora giorni difficili. Da una parte c’è stato un inevitabile rallentamento dell’attività di raccolta: non dimentichiamo che solitamente la campagna di Pasqua da sola garantisce circa il 50% dei fondi raccolti dell’intero anno solare! Inoltre – prosegue Jessica Grassosi sono moltiplicate le difficoltà organizzative che il lockdown ha comportato, costringendo lo staff a dei veri e propri salti mortali per proseguire, per quanto possibile, la normale attività e anzi trovare nuove soluzioni di raccolta. Un compito arduo, che però il personale di ANB ha affrontato con grande professionalità e spirito di squadra, come più volte testimoniato dalle persone che si sono rivolte all’Associazione in questo periodo!».

In questo fosco panorama, due luci brillano luminose: la prima è quella dei donatori che, una volta superato il momento di incertezza iniziale, si sono comunque prodigati per sostenere nei modi più disparati l’Associazione. Grazie!

E che dire dei volontari, veri protagonisti di questa Pasqua? Lella Quinto, loro coordinatrice all’interno dell’Associazione, ci racconta qualche retroscena: «Dopo la prima, positiva esperienza del 2019 eravamo pronti a “invadere” le piazze italiane con i nostri stand – spiega Lella – ma l’emergenza COVID-19 ha scombussolato i nostri progetti. I nostri volontari, sia i più collaudati, sia le nuove reclute, però hanno dimostrato la loro grande forza e si sono messi comunque al lavoro per raggiungere gli obiettivi, in termini di distribuzione di uova, che si erano prefissati.

Praticamente nessuno di loro si è tirato indietro e anzi, hanno dimostrato grande creatività, chi agendo all’interno del proprio condominio, chi dirottando direttamente in Associazione le persone interessate alle nostre Uova, chi realizzando in proprio una sorta di “catena di distribuzione”, sempre nel pieno rispetto delle disposizioni governative, oppure al contrario, concentrandosi su pochi, grandi, donatori. Insomma, si è trattato di un grande sforzo collettivo che ha portato a risultati insperati. Tra l’altro – prosegue Lella Quinto – si sono concretizzate ottime idee e soluzioni che potrebbero essere applicate anche nelle prossime campagne, sempre a integrazione del contatto diretto, che per noi è un momento di sensibilizzazione imprescindibile».

Il fatto curioso è che spesso erano proprio i volontari a ringraziare sia i donatori sia l’Associazione: «Abbiamo ricevuto – conferma Lella – delle bellissime testimonianze d’affetto: molti dei volontari hanno giustamente speso parole di ringraziamento per i donatori, dimostratisi molto sensibili. Ma molti hanno voluto ringraziare anche noi, perché avere un obiettivo solidale come questo nei lunghi giorni di isolamento li ha fatti sentire meno soli. E forse – conclude Lella – buona parte del senso di tutti i nostri sforzi è in queste semplici ma accorate parole!»

«Ricordate – sottolinea in chiusura Jessica Grasso – che la Pasqua di Associazione Neuroblastoma non è finita: è infatti ancora possibile ordinare le uova. Potrete così sostenere la Ricerca e contribuire a salvare i bambini!»

Regalatevi ancora un momento di dolce solidarietà!

SCEGLI ANCHE TU IL TUO UOVO PREFERITO E SOSTIENI LA RICERCA

Nelle foto del testo: le Uova consegnate all’Ospedale di Susa (TO) e la nostra volontaria Maria Giovanna di Pescara
Nelle foto della mini gallery:

  • uno stand organizzato prima del lockdown da Anna La Rosa,
  • Silvia Vasarri e le consegne in scooter
  • le Uova presso la Farmacia di Saluzzo
  • un’immagine evocativa di Nicoletta Vantaggi