Un cuore conteso fra due passioni: la ricerca e la musica

Giuliana Cangemi, 48 anni, genovese, è un volto noto e caro alla nostra Associazione, sia per la naturale carica di entusiasmo e simpatia che l’ha portata più di una volta a impegnarsi in prima persona nell’organizzazione di iniziative ed eventi, come testimonial delle nostre campagne e ambasciatrice della nostra mission, sia per la preziosa attività che da molti anni svolge presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova. La dottoressa Cangemi, Dirigente Sanitario Biologo presso il Laboratorio Centrale di Analisi dell’Istituto, è responsabile del Settore “Cromatografia” in cui gestisce lo sviluppo di tecniche cromatografiche per l’analisi di farmaci e biomarcatori e in particolare, nell’ambito del progetto clinico sul Neuroblastoma, si occupa da molti anni della centralizzazione della biochimica di questa grave neoplasia, insieme al suo team formato da tecnici altamente specializzati nel settore: Laura Barbagallo, Angelo Maffia, Daniela Bugnone e Gyada Bazurro.

Ma il grande cuore di Giuliana non batte soltanto per la ricerca e per la medicina, ma anche per la musica e in particolare per il canto, sua grande passione.

Abbiamo voluto conoscerla più da vicino in questa doppia veste: in laboratorio e sul palcoscenico.

Ci racconti qualcosa in più del suo lavoro, in particolare rispetto all’attività svolta sul Neuroblastoma

L’Istituto G. Gaslini è il centro di riferimento regionale per il monitoraggio terapeutico dei farmaci e nazionale per quanto riguarda la biochimica del Neuroblastoma e la sua centralizzazione. In particolare mi occupo del dosaggio dei metaboliti delle catecolamine che il Neuroblastoma produce in quantità abnorme e che vengono rilasciati nel sangue e nelle urine.  Questa pratica di laboratorio, avviata negli anni 80 dalla dottoressa Nora Marchese, recentemente scomparsa,  in collaborazione con Bruno De Bernardi, è stata fortemente implementata negli ultimi tempi con l’acquisizione della spettrometria di massa, una tecnica analitica, estremamente sensibile e specifica, che garantisce risultati altamente affidabili e soprattutto ottenibili da quantità molto limitate di campione (di sangue o di urine), peculiarità fondamentale in pediatria.

Possiamo parlare di una diagnostica sempre più a misura di bambino?

Certamente! La riduzione dei livelli di campione necessario è stato un grande miglioramento: ci permette di ottenere una diagnosi biochimica da una singola minzione. Un tempo si doveva procedere con una raccolta di urine a 24 ore, spesso con necessità di cateterizzazione, con tutto ciò che questo implica su un bambino piccolo.

Recentemente con il suo staff ha pubblicato un interessante studio in merito, di cosa si tratta?

Abbiamo messo a punto e validato un test, mediante la spettrometria di massa, che ci permette, da soli 100 microlitri di campione, ossia un volume ridottissimo di sangue, di procedere al dosaggio delle metanefrine plasmatiche, metaboliti delle catecolamine e abbiamo dimostrato, per la prima volta, che hanno un  ruolo diagnostico nel Neuroblastoma. Inoltre, insieme al Dottor Sebastiano Barco, chimico con il quale collaboro da molti anni, stiamo lavorando sulla metabolomica del Neuroblastoma ossia, grazie alla spettrometria di massa ad alta risoluzione stiamo cercando nuovi metaboliti rilevanti che lo possano caratterizzare per aiutarci nella diagnosi e nella terapia.

Ma accanto alla grande passione per il suo lavoro, che traspare dall’entusiasmo con cui ne parla, la Dott.ssa Cangemi coltiva anche quella per il canto, al punto che questa estate si esibirà, a fianco di suo marito, alla 18° edizione del JazzinLaurino Festival.

Quando e come nasce questo amore?

Mi è sempre piaciuto molto, ho studiato canto da ragazzina e quando frequentavo l’Università cantavo tutte le volte che potevo. Oggi mi diverto a organizzare qualche spettacolo di raccolta fondi, insieme a mio marito Angelo, anche coinvolgendo i colleghi dell’Istituto G. Gaslini. Mi piace rendere utile questa mia passione anche per scopi più importanti.

Si ispira a qualche cantante particolare? Chi  le piace ascoltare?

Sicuramente le grandi cantanti jazz del passato, un genere che mi ha sempre appassionato: da Billie Holiday a Ella Fitzgerald, da Sarah Vaughan a Nina Simone; sino alle voci più contemporanee di Dee Dee Bridgewater o Noa e Patti Cathcart del celebre duo Tuck and Patti, che abbiamo ospitato più volte a Laurino, o Tosca che sarà ospite quest’anno.

Da professionista, moglie e mamma quando trova il tempo di cantare?

Faccio effettivamente fatica a trovarlo, ma ho la fortuna di avere un marito che, oltre ad essere un collega, è il direttore artistico di un festival jazz da 18 anni, ha come me una grande passione per la musica e suona la chitarra discretamente bene. Amiamo entrambi la musica brasiliana, in particolare la bossa nova, un genere che fondendo il jazz con la musica tradizionale, per noi è la sintesi della musica colta con la musica popolare, della melodia con la ritmica e ci riunisce in qualche piccola esibizione.

Quest’estate, insieme, sarete protagonisti di una serata al Festival Jazz in Laurino: cosa proporrete?

Il COVID-19 ha un po’ bloccato gli eventi e i tour degli artisti, nella versione ridotta di quest’anno, ma avremo comunque una grandissima ospite, Tosca, il 14 agosto.

Abbiamo pensato ad una serata per i cortili dei Palazzi signorili del paese, che è un borgo medioevale con un centro storico molto interessante, con alcune performance di musicisti e cantanti locali e tra questi avremo un piccolo spazio anche noi due. Ci prenderemo proprio il piacere di esibirci con alcuni brani di bossa nova tratti dal vastissimo repertorio di Jobim (al secolo Antônio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim), musicista, compositore e cantante brasiliano, riconosciuto come uno degli inventori del genere e uno dei protagonisti principali della musica brasiliana.

Grazie dottoressa Cangemi per l’energia e l’entusiasmo contagioso con cui ci ha raccontato il suo lavoro e la sua passione per il canto, e grazie soprattutto per la disponibilità che mette in ogni occasione a vantaggio della ricerca e della guarigione dei bambini ammalati di Neuroblastoma.

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