Valeria Ruggeri: la gioia della mia vita salvata dalla ricerca

«A un mese di vita, Vittoria aveva smesso di fare pipì». Comincia così, con questo curioso sintomo, il racconto di mamma Valeria Ruggeri, che abita con il marito Fabrizio, la prima figlia Alice e la piccola Vittoria in un paese sulla costa adriatica, in Provincia di Teramo.

«Nel gennaio 2017 – riprende Valeria – la nostra vita è cambiata per sempre: ci siamo accorti da quel sintomo che Vittoria non stava bene e ben presto ci siamo trovati catapultati, grazie alla segnalazione del padrino di nostra figlia, all’Istituto G. Gaslini di Genova. Nel dramma è stata la cosa migliore che ci potesse capitare, perché abbiamo trovato dei medici preparati e attenti e uno staff che per noi è diventato una vera e propria famiglia. Vittoria ha dovuto affrontare 4 chemioterapie e un intervento molto rischioso, ma grazie al supporto di queste persone meravigliose e all’amore del Signore abbiamo trovato la forza per superare questi momenti».

L’intero periodo vissuto a Genova è sempre vivo nel cuore di Valeria e dei suoi cari: «Con le sue gioie e i suoi dolori – conferma la coraggiosa mamma abruzzese – è stato un percorso in salita che ha cambiato il mio modo di affrontare la vita. Ricordo quei giorni come se fossi stata proiettata in una dimensione parallela, con la speranza che qualcuno mi svegliasse dall’incubo. Tutte le persone che ci sono state vicine sono parte del mio vissuto, in particolare il Dottor Massimo Conte. È diventato un punto di riferimento unico, ogni volta che mi perdo penso alle sue parole e improvvisamente tutto passa!»

In quel periodo Valeria ha avuto modo di conoscere anche l’Associazione Neuroblastoma: «Ero nella stanza genitori del reparto oncologia e a un tratto la mia attenzione è stata attratta dalla rivista dell’Associazione, ho iniziato a sfogliarla e letto di storie di famiglie come le nostre, alcune purtroppo non a lieto fine, molte altre risoltesi bene: queste esperienze mi hanno dato lo stimolo per guardare avanti. Soprattutto mi hanno fatto comprendere l’importanza della ricerca sul Neuroblastoma e siamo diventati da quel momento attivi donatori. Per il battesimo di Vittoria abbiamo acquistato le scatoline e le pergamene; per il nostro matrimonio, il 29-06-2019, abbiamo donato una somma del nostro regalo all’Associazione. Tra l’altro – continua Valeria – io e Fabrizio abbiamo deciso di sposarci per festeggiare soprattutto Vittoria: la nostra speranza è che tutti possano vivere e festeggiare la fine del percorso di guarigione! Ogni anno, infine, doniamo e collaboriamo attivamente per le campagne di Pasqua e di Natale».

Valeria guarda al futuro con occhi più sereni: «Oggi Vittoria sta benissimo! È la mia ragione di vita! Sono io che a volte mi perdo nelle paure del passato, ma poi la guardo e capisco che lei è una forza! Sono passati tre anni e mezzo dal nostro ritorno a casa e sarebbe meraviglioso se tutti i bambini e le loro famiglie potessero festeggiare come noi. La ricerca è l’arma più efficace e il mio augurio è quello di sensibilizzare tutti. I bambini sono il nostro futuro, sono la cosa più bella del mondo, soprattutto i nostri guerrieri speciali!»

Le toccanti parole di Valeria ci ricordano ancora una volta come la ricerca sia l’unica strada da percorrere per arrivare, un giorno, a salvare tutti i bambini: fate come lei, sostenete i progetti di ricerca dell’Associazione Neuroblastoma!

Una simbolica immagine della famiglia di Valeria che guarda al futuro

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