Scambi di idee e trasversalità sono fondamentali per la Ricerca

«Bisogna ritrovare il “piacere della scoperta”». Non ha dubbi Aldo Pagano, Professore Associato di Biologia Applicata presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Genova e protagonista di diversi progetti di ricerca sul Neuroblastoma.

Si profila all’orizzonte un ricambio generazionale nel mondo della ricerca sul Neuroblastoma, da una parte per meri motivi anagrafici (molti dei principali attori della ricerca in questo settore si stanno avvicinando alla meritata pensione) dall’altra per la crescita di nuove professionalità e nuovi progetti che stanno portando un importante contributo nella lotta a questa neoplasia.

«È fondamentale in questa fase – spiega il Professor Pagano – porre grande attenzione alla ricerca, non solo in termini di reperimento e gestione delle risorse economiche, ma anche, anzi direi soprattutto, per restituire, in particolare ai ricercatori più giovani, quella “visione”, quello slancio, quell’ambizione che attualmente mi sembrano un po’ perdersi nei meandri della quotidianità. Il problema attuale della ricerca, e qui parlo in generale – riprende Pagano – è che spesso vengono destinate risorse, anche importanti, a progetti che non scaturiscono da un’intuizione, da un’idea, ma che semplicemente seguono, mi si consenta il termine, la “moda” del momento. Il risultato è che poi di riscontri effettivi, con influenza diretta sulla salute dei pazienti, se ne vedono molti meno di quelli auspicati. I ricercatori crescono a “pane e H-Index”, ovvero ci si basa quasi esclusivamente sull’H Index per giudicare la validità di un ricercatore, con tutte le relative conseguenze anche sul suo futuro professionale, e non sull’effettivo apporto dato da quest’ultimo alla ricerca nel suo settore. Se pensate che, per esempio, Peter Higgs (Premio Nobel nel 2013 per la teorizzazione del bosone che porta il suo nome, ndr) ha un H Index pari a circa un quarto del mio, ci si può rendere conto che, per quanto utile, questo indicatore non può essere l’unico metro di giudizio per valutare un ricercatore».

Come si può superare questo stallo? «Ritornando a pensare alla ricerca come alla scoperta di qualcosa, insegnando ai giovani a operare non più per compartimenti stagni ma aprendo la mente al confronto, alla multidisciplinarietà, alla trasversalità. Per me quest’ultima parola – continua il Professor Pagano – è un concetto fondamentale in ricerca, perché permette un approccio alla materia da diverse angolazioni e conseguentemente di trovare soluzioni che, con i metodi classici, sarebbe impossibile anche solo pensare. Il ricercatore che si occupa di Neuroblastoma non deve chiudersi sul proprio studio, ma cercare di capire cosa sta succedendo anche negli altri tumori. Chiaramente – continua Pagano – questo approccio è faticoso, ma se si ama la scienza può essere davvero entusiasmante!»

Il Professor Pagano mette in pratica la trasversalità anche dal punto di vista formativo: «Ogni anno – conferma – organizzo a Santa Margherita Ligure un vero e proprio mini campus di tre giorni al quale partecipano gratuitamente i dottorandi in Biologia Applicata e a cui invito docenti da tutta Italia; grazie ad alcune semplici regole in questo meeting c’è un grande interscambio di idee e spesso nascono intuizioni e collaborazioni che sfociano in ulteriori progetti di ricerca. Quest’anno avrebbe dovuto svolgersi a giugno, ma alla fine, viste le note vicende COVID-19, abbiamo dovuto rinviare tutto al 2021. Questo format– afferma Pagano –potrebbe essere sviluppato anche con i ricercatori impegnati sul Neuroblastoma».

Ma, sempre a proposito di Neuroblastoma, il vulcanico Professor Pagano non si ferma qua: «Nel corso di un incontro con la Presidente dell’Associazione Neuroblastoma, Dottoressa Sara Costa, sono usciti ulteriori spunti, anche in vista di possibili partnership tra la Fondazione NB e l’Università di Genova, con cui sono già stati attivati contatti per dare ulteriore impulso alla formazione di specialisti focalizzati sul Neuroblastoma e quindi alla ricerca. La pandemia di Coronavirus ha rallentato tutti questi progetti, ma direi che i tempi sono maturi per iniziare un percorso che porti alla loro concretizzazione».

Allora buon lavoro al Professor Pagano, vi terremo aggiornati sugli sviluppi di queste iniziative!

Nella foto
Il Professor Pagano, a sinistra, con un gruppo di ricercatori

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